Questo libro è un diario pubblico, esente dai rovelli interiori con cui ingannano il tempo le anime in pena, scritto da chi guarda con una certa voracità quel che accade tutt’attorno e, guardando, spesso non crede ai propri occhi. Un monologo ad alta voce, durante il quale l’oratore incontinente parla anche a se stesso soltanto perché parla in primo luogo a una moltitudine di passanti. Il diario pubblico registra e commenta, giorno dopo giorno, la drastica trasformazione del modo di pr...
altri risultati...