Nella seconda metà degli anni Novanta, prima a Parigi e poi a Roma, nel carcere di Rebibbia o nella sua casa trasteverina, Toni Negri scrive ogni mese per il quotidiano brasiliano «Folha de S.Paulo». Strano corrispondente immobilizzato dall’esilio francese e dalle patrie galere, egli pone sul mondo uno sguardo acuto.
Dal calcio alla globalizzazione, da Machiavelli a Deleuze e a Spinoza, dalla necessità di riaffermare il progetto europeo all’analisi dei processi che investono il ...
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