un’introduzione all’economia politica per capire la crisi

Il libro, con finalità formative di base, pone al centro della sua analisi i tre problemi su cui è nata la scienza economica agli albori del sistema capitalistico: valore/accumulazione, ruolo della moneta e progresso tecnologico. Tre variabili che, pur avendo determinato losviluppo del capitalismo, oggi per paradosso non sono al centro dell’analisi del pensiero economico. Per il neoliberismo, infatti, la moneta è neutrale, il progresso tecnologico è determinato fuori dall’economia, cioè dalla scienza, il tema dell’accumulazione non si pone e il valore si crea solo nella fase della circolazione della merce. In questo testo, al contrario, l’attenzione è posta sulla natura intrinsecamente instabile del modo di produzione capitalistico, inteso come un’economia monetaria di produzione, dinamica, in grado di creare continuamente accumulazione e ricchezza.

autor*

è docente di economia all’Università di Pavia. È stato fondatore della rivista «Altreragioni». Con Sergio Bologna ha curato Il lavoro autonomo di seconda generazione (Feltrinelli, 1997). Altri suoi lavori sono: Bioeconomia e capitalismo cognitivo (Carocci, 2007) e La moneta nell’impero (insieme a Christian Marazzi e Adelino Zanini, ombre corte, 2002).

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Valore, moneta, tecnologia

    Capitalismo e scienza economica
pagine: 
    144
anno: 
    2021
isbn: 
    978-88-6548-357-2
libro 13,00

Valore, moneta, tecnologia

    Capitalismo e scienza economica
un’introduzione all’economia politica per capire la crisi
libro 13,00

Il libro, con finalità formative di base, pone al centro della sua analisi i tre problemi su cui è nata la scienza economica agli albori del sistema capitalistico: valore/accumulazione, ruolo della moneta e progresso tecnologico. Tre variabili che, pur avendo determinato losviluppo del capitalismo, oggi per paradosso non sono al centro dell’analisi del pensiero economico. Per il neoliberismo, infatti, la moneta è neutrale, il progresso tecnologico è determinato fuori dall’economia, cioè dalla scienza, il tema dell’accumulazione non si pone e il valore si crea solo nella fase della circolazione della merce. In questo testo, al contrario, l’attenzione è posta sulla natura intrinsecamente instabile del modo di produzione capitalistico, inteso come un’economia monetaria di produzione, dinamica, in grado di creare continuamente accumulazione e ricchezza.

è docente di economia all’Università di Pavia. È stato fondatore della rivista «Altreragioni». Con Sergio Bologna ha curato Il lavoro autonomo di seconda generazione (Feltrinelli, 1997). Altri suoi lavori sono: Bioeconomia e capitalismo cognitivo (Carocci, 2007) e La moneta nell’impero (insieme a Christian Marazzi e Adelino Zanini, ombre corte, 2002).

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    144
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    2021
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