Romano Alquati è per il pensiero critico un giacimento ancora in larga parte inesplorato. L’Alquati più conosciuto è quello della «conricerca militante», architrave dell’Operaismo politico italiano. Quasi del tutto sconosciuto è, invece, il suo percorso tra anni Ottanta e Novanta: si tratta, probabilmente, del periodo più importante nella sua elaborazione teorica militante. È in questi anni, infatti, che costruisce il «modellone», ovvero una proposta di interpretazione complessiva del capitalismo contemporaneo e delle possibilità di una fuoriuscita collettiva, giungendo a formulare delle ipotesi sulla società iperindustriale, sulle nuove forme di soggettività e sulla centralità della riproduzione, che anticipano le odierne tendenze di sviluppo.
Con testi di: Guido Borio, Federico Chicchi, Salvatore Cominu, Anna Curcio, Maurizio Pentenero, Raffaele Sciortino
(1993) è laureato in Scienze politiche, con una tesi sui concetti di lavoro e attività in Romano Alquati, e laureando in Scienze storiche all’Università di Bologna. È tra i fondatori dell’associazione «.input», impegnata nella formazione politica e militante, e collabora con la rivista «Machina» e con il sito commonware.org
(1994) è laureata in Scienze politiche e laureanda in Scienze storiche all’Università di Bologna. Tra i suoi interessi principali vi è il nesso tra formazione e lavoro, indagato attraverso percorsi di ricerca incentrati sui mutamenti delle soggettività individuali e collettive. È tra le fondatrici dell’associazione «.input» e fa parte della redazione di commonware.org.
| libro | €9,00 |
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(1993) è laureato in Scienze politiche, con una tesi sui concetti di lavoro e attività in Romano Alquati, e laureando in Scienze storiche all’Università di Bologna. È tra i fondatori dell’associazione «.input», impegnata nella formazione politica e militante, e collabora con la rivista «Machina» e con il sito commonware.org
(1994) è laureata in Scienze politiche e laureanda in Scienze storiche all’Università di Bologna. Tra i suoi interessi principali vi è il nesso tra formazione e lavoro, indagato attraverso percorsi di ricerca incentrati sui mutamenti delle soggettività individuali e collettive. È tra le fondatrici dell’associazione «.input» e fa parte della redazione di commonware.org.
Roberto Tronk –
«Un cane in chiesa» su @Commonware
Qui la prefazione del volume
Roberto Tronk –
«Un cane in chiesa» su @Commonware
Qui la recensione di Luca Perrone
Roberto Tronk –
«Un cane in chiesa» su @Commonware
Qui la recensione di Diego Giachetti
Roberto Tronk –
«Un cane in chiesa» su @Carmilla
Qui la recensione di Veronica Marchio
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