La nuova collana Sabir, dedicata ai temi della cura e della salute mentale, viene inaugurata da un testo destinato a diventare punto di riferimento del dibattito psicoanalitico

La psicoanalisi non può rimanere invariata di fronte alle interpellanze del femminismo contemporaneo e di #MeToo: deve essere pronta a «ricominciare», a riattualizzare i concetti che fondano la sua pratica. È questa la vigorosa convinzione di questo libro inventivo e convincente che prende la forma di un manifesto. Sembra infatti che la psicoanalisi sia rimasta imprigionata nell’ordine eteropatriarcale, in cui l’insistenza sulla figura del padre, del fallo e della castrazione, in Freud, in Lacan e nei loro discepoli, è un segno evidente. Guidati da una lettura originale dello SCUM Manifesto di Valerie Solanas – testo del 1967, ridiventato oggi un riferimento per il femminismo contemporaneo –, Silvia Lippi e Patrice Maniglier si impegnano a rifondare una psicoanalisi utilizzando il concetto femminista di «sorellanza», fondamentale per ripensare una nuova modalità di legame sociale, che ha le sue basi nell’inconscio. Ed è proprio questa dimensione sororale incosciente che fa ritorno sotto forma di sintomo, che può diventare una forza collettiva e permettere alle donne di lottare insieme. La psicoanalisi deve oggi essere capace di accogliere questo eccesso libidinale, che trasforma impetuosamente le relazioni di dominazione fra i sessi.

autor*

è psicoanalista e docente titolare dell’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata (IRPA), diretta da Massimo Recalcati.

è filosofo e professore di filosofia all’Università di Paris-Nanterre.

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Sorellanze

    Per una psicoanalisi femminista
anno: 
    2024
pagine: 
    304
isbn: 
    9788865485552

Sorellanze

    Per una psicoanalisi femminista
La nuova collana Sabir, dedicata ai temi della cura e della salute mentale, viene inaugurata da un testo destinato a diventare punto di riferimento del dibattito psicoanalitico

La psicoanalisi non può rimanere invariata di fronte alle interpellanze del femminismo contemporaneo e di #MeToo: deve essere pronta a «ricominciare», a riattualizzare i concetti che fondano la sua pratica. È questa la vigorosa convinzione di questo libro inventivo e convincente che prende la forma di un manifesto. Sembra infatti che la psicoanalisi sia rimasta imprigionata nell’ordine eteropatriarcale, in cui l’insistenza sulla figura del padre, del fallo e della castrazione, in Freud, in Lacan e nei loro discepoli, è un segno evidente. Guidati da una lettura originale dello SCUM Manifesto di Valerie Solanas – testo del 1967, ridiventato oggi un riferimento per il femminismo contemporaneo –, Silvia Lippi e Patrice Maniglier si impegnano a rifondare una psicoanalisi utilizzando il concetto femminista di «sorellanza», fondamentale per ripensare una nuova modalità di legame sociale, che ha le sue basi nell’inconscio. Ed è proprio questa dimensione sororale incosciente che fa ritorno sotto forma di sintomo, che può diventare una forza collettiva e permettere alle donne di lottare insieme. La psicoanalisi deve oggi essere capace di accogliere questo eccesso libidinale, che trasforma impetuosamente le relazioni di dominazione fra i sessi.

è psicoanalista e docente titolare dell’Istituto di Ricerca di Psicoanalisi Applicata (IRPA), diretta da Massimo Recalcati.

è filosofo e professore di filosofia all’Università di Paris-Nanterre.

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pagine: 
    304
anno: 
    2024
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    9788865485552

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