Dire «no» è un atto semplice solo in apparenza. A quasi due secoli dalla sua apparizione, il comportamento enigmatico dello scrivano Bartleby continua a interrogare il nostro rapporto con il potere: cosa significa oggi dire «no» a un’offerta, a una richiesta, a un ruolo che ci viene assegnato? Qual è il costo sociale, politico e simbolico del rifiuto? Nel mondo dell’arte, queste domande assumono un carattere quasi inconcepibile. Eppure, proprio queste forme di sottrazione hanno segnato alcune delle traiettorie più radicali dell’arte contemporanea, generando un cortocircuito tra aspettativa pubblica e autonomia autoriale. Fabiola Naldi attraversa esperienze artistiche che hanno scelto la via dell’opposizione e della negazione del sé. Attraverso un’analisi lucida e appassionata, rivela come l’opposizione possa trasformarsi in una forma estrema e paradossale di autentica presenza.

 

No emerge come suono assordante, come gesto di protezione della propria identità creativa, come strumento di resistenza di fronte a un ordine culturale sempre più normativo.

autor*

è storica dell’arte, critica e curatrice. Docente presso l’Accademia di Belle Arti e l’Università di Bologna, è autrice di numerosi saggi e volumi dedicati a videoarte, fotografia, performance e arte urbana. Ha curato importanti progetti espositivi e format televisivi focalizzati sui linguaggi del presente.

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NO!

    La negazione come pratica artistica
pagine: 
    246
anno: 
    2026
isbn: 
    9788865486702
libro 17,00

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libro 17,00

Dire «no» è un atto semplice solo in apparenza. A quasi due secoli dalla sua apparizione, il comportamento enigmatico dello scrivano Bartleby continua a interrogare il nostro rapporto con il potere: cosa significa oggi dire «no» a un’offerta, a una richiesta, a un ruolo che ci viene assegnato? Qual è il costo sociale, politico e simbolico del rifiuto? Nel mondo dell’arte, queste domande assumono un carattere quasi inconcepibile. Eppure, proprio queste forme di sottrazione hanno segnato alcune delle traiettorie più radicali dell’arte contemporanea, generando un cortocircuito tra aspettativa pubblica e autonomia autoriale. Fabiola Naldi attraversa esperienze artistiche che hanno scelto la via dell’opposizione e della negazione del sé. Attraverso un’analisi lucida e appassionata, rivela come l’opposizione possa trasformarsi in una forma estrema e paradossale di autentica presenza.   No emerge come suono assordante, come gesto di protezione della propria identità creativa, come strumento di resistenza di fronte a un ordine culturale sempre più normativo.

è storica dell’arte, critica e curatrice. Docente presso l’Accademia di Belle Arti e l’Università di Bologna, è autrice di numerosi saggi e volumi dedicati a videoarte, fotografia, performance e arte urbana. Ha curato importanti progetti espositivi e format televisivi focalizzati sui linguaggi del presente.

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