L’occupazione dello stabilimento Fiat di Mirafiori del marzo 1973 rappresenta il punto più alto di un ciclo di lotte operaie che ha inizio nella seconda metà degli anni Sessanta. Soggetto protagonista di quel ciclo di lotte è l’«operaio massa», cioè l’operaio dequalificato, emigrato dalle campagne del Sud e obbligato al massacrante lavoro della catena di montaggio delle grandi fabbriche. Questo soggetto, privo di qualsiasi talento di «mestiere», all’interno di quelle fabbriche e soprattutto alla Fiat, riesce a controvertire la drammatica sconfitta operaia subita nel corso degli anni Cinquanta. Il susseguirsi ininterrotto delle sue pratiche di lotta culmina nell’occupazione degli stabilimenti di Mirafiori nel marzo 1973, assumendo caratteri «militari» a opera di centinaia di avanguardie, i cosiddetti «fazzoletti rossi», che demoliscono in poche settimane quel che era stato per due decenni un dispotismo aziendale assoluto. Il libro propone una ricostruzione storica di quelle vicende e di quanto sarebbe accaduto negli anni successivi, quando le organizzazioni rivoluzionarie della sinistra radicale ritennero automatico passare all’attacco del «cuore dello Stato». Il testo, che esce in occasione del cinquantenario degli eventi, si avvale di una preziosa appendice: il diario quotidiano dell’occupazione stilata dai protagonisti di quello straordinario evento.

autor*

operaio, militante di Lotta continua, nel ’74 partecipa alla costituzione dei Comitati comunisti per il potere operaio legati al giornale Senza tregua e nel ’76 è tra i fondatori di Prima linea. Arrestato nel maggio del ’77, consegue maturità e laurea durante i dodici anni di detenzione.

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Marzo 1973

    Bandiere rosse a Mirafiori
pagine: 
    148
anno: 
    2023
isbn: 
    9788865484562

Marzo 1973

    Bandiere rosse a Mirafiori

L’occupazione dello stabilimento Fiat di Mirafiori del marzo 1973 rappresenta il punto più alto di un ciclo di lotte operaie che ha inizio nella seconda metà degli anni Sessanta. Soggetto protagonista di quel ciclo di lotte è l’«operaio massa», cioè l’operaio dequalificato, emigrato dalle campagne del Sud e obbligato al massacrante lavoro della catena di montaggio delle grandi fabbriche. Questo soggetto, privo di qualsiasi talento di «mestiere», all’interno di quelle fabbriche e soprattutto alla Fiat, riesce a controvertire la drammatica sconfitta operaia subita nel corso degli anni Cinquanta. Il susseguirsi ininterrotto delle sue pratiche di lotta culmina nell’occupazione degli stabilimenti di Mirafiori nel marzo 1973, assumendo caratteri «militari» a opera di centinaia di avanguardie, i cosiddetti «fazzoletti rossi», che demoliscono in poche settimane quel che era stato per due decenni un dispotismo aziendale assoluto. Il libro propone una ricostruzione storica di quelle vicende e di quanto sarebbe accaduto negli anni successivi, quando le organizzazioni rivoluzionarie della sinistra radicale ritennero automatico passare all’attacco del «cuore dello Stato». Il testo, che esce in occasione del cinquantenario degli eventi, si avvale di una preziosa appendice: il diario quotidiano dell’occupazione stilata dai protagonisti di quello straordinario evento.

operaio, militante di Lotta continua, nel ’74 partecipa alla costituzione dei Comitati comunisti per il potere operaio legati al giornale Senza tregua e nel ’76 è tra i fondatori di Prima linea. Arrestato nel maggio del ’77, consegue maturità e laurea durante i dodici anni di detenzione.

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    148
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