«Il punto è che, a parte ogni considerazione sul regime di Teheran, un attacco all’Iran col pretesto delle sue (ipotetiche) armi nucleari potrebbe provocare uno shock petrolifero mondiale, destabilizzare come una catastrofe l’intero Medio Oriente, e mettere Stati Uniti e Cina in una pericolosa rotta di collisione frontale. Questi e altri possibili eventi connessi potrebbero poi essere ricordati, in un lontano futuro, come i prodromi della terribile Grande guerra globale del secondo decennio del XXI secolo»
dall’Introduzione
«Il libro di Giorgio S. Frankel L’Iran e la bomba è stato pubblicato nell’aprile del 2010, più di quindici anni fa. Eppure sembra scritto ieri»
dalla Prefazione di A. Fumagalli
è stato analista di questioni internazionali e giornalista professionista indipendente, occupandosi in particolare di Medio Oriente e Golfo Persico. Ha collaborato con «Il Sole 24 Ore», il «Corriere del Ticino», «Il Mulino» e «Affari Esteri». È stato docente al «Master in Intelligence» dell’Università della Calabria e ha insegnato in varie edizioni del «Master in Peacekeeping» dell’Università di Torino.
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è stato analista di questioni internazionali e giornalista professionista indipendente, occupandosi in particolare di Medio Oriente e Golfo Persico. Ha collaborato con «Il Sole 24 Ore», il «Corriere del Ticino», «Il Mulino» e «Affari Esteri». È stato docente al «Master in Intelligence» dell’Università della Calabria e ha insegnato in varie edizioni del «Master in Peacekeeping» dell’Università di Torino.
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