Nell’epoca di una scuola assoggettata all’autoritarismo del merito, della prestazione e della competizione, la rilettura di un classico come L’erba voglio torna a essere necessaria. Curato nel 1971 da Elvio Fachinelli, Luisa Muraro Vaiani e Giuseppe Sartori, raccoglie voci di maestre, professori, operai, studenti, psicologi e genitori, e tra diari di classe e analisi collettive emergono questioni tuttora decisive: la valutazione centrata sul voto, la critica al voto di condotta, la lotta alle classi speciali, l’autogestione e l’educazione come relazione. Tra insegnante e studenti ci dovrebbe essere un «uso reciproco in vista di un reciproco imparare e divertirsi e modificarsi insieme», come disse Elvio Fachinelli. Il senso di questa operazione che torna oggi a interrogarci è racchiuso nella domanda posta da un ragazzo e riportata nel testo: «Vale di più un ragazzo vivo o un ragazzo scolastico?».

«In un momento in cui il mondo dell’istruzione (inferiore e superiore) in Italia è attraversato da un nuovo e inaccettabile irrigidimento autoritario – con, ad esempio, un Ministro che di nuovo getta sulla scuola vecchi fantasmi di disciplina e gerarchia aggiornati nella veste della più spinta aziendalizzazione – tornare a leggere L’erba voglio significa riannodare i fili di una discussione che rischia altrimenti di ripiegarsi vorticosamente su se stessa»
dall’introduzione di F. Chicchi, L. Negrogno e M. Rovelli

 

L’erba voglio, uscito nel 1971, ha avuto uno straordinario successo nel clima prodotto dal Sessantotto. Da lì è nata l’esperienza dell’omonima rivista, la cui antologia è raccolta nel volume curato da Lea Melandri Il desiderio dissidente (DeriveApprodi, 2018).

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rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    L’Espresso

    Tra le cose prezione scelte da Loredana Lipperini – 02/01/2025

    Qui

  2. Ufficio Stampa

    il manifesto

    Segnalazione del volume a cura di Marc Tibaldi –11/02/2026

    Qui

  3. Ufficio Stampa

    La Repubblica Bologna

    «L’erba voglio, un’altra scuola è possibile» di Sabrina Camonchia –12/02/2026

    Qui

  4. Ufficio Stampa

    ItaliaOggi

    «Ai tempi dell’Erba voglio di Elvio Fachinelli». Recensione di Diego Gabutti – 15/02/2026

    Qui

  5. Ufficio Stampa

    Fahrenheit – Rai Radio 3

    Intervista a Federico Chicchi – 20/02/2026

    Qui dal minuto 36

  6. Ufficio Stampa

    Robinson – La Repubblica

    Antonio Gnoli intervista Lea Melandri – 1/03/2026

    Qui

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L’erba voglio

    Pratica non autoritaria nella scuola
pagine: 
    256
anno: 
    2025
isbn: 
    9788865486351
libro 20,00

L’erba voglio

    Pratica non autoritaria nella scuola
libro 20,00

Nell’epoca di una scuola assoggettata all’autoritarismo del merito, della prestazione e della competizione, la rilettura di un classico come L’erba voglio torna a essere necessaria. Curato nel 1971 da Elvio Fachinelli, Luisa Muraro Vaiani e Giuseppe Sartori, raccoglie voci di maestre, professori, operai, studenti, psicologi e genitori, e tra diari di classe e analisi collettive emergono questioni tuttora decisive: la valutazione centrata sul voto, la critica al voto di condotta, la lotta alle classi speciali, l’autogestione e l’educazione come relazione. Tra insegnante e studenti ci dovrebbe essere un «uso reciproco in vista di un reciproco imparare e divertirsi e modificarsi insieme», come disse Elvio Fachinelli. Il senso di questa operazione che torna oggi a interrogarci è racchiuso nella domanda posta da un ragazzo e riportata nel testo: «Vale di più un ragazzo vivo o un ragazzo scolastico?». «In un momento in cui il mondo dell’istruzione (inferiore e superiore) in Italia è attraversato da un nuovo e inaccettabile irrigidimento autoritario – con, ad esempio, un Ministro che di nuovo getta sulla scuola vecchi fantasmi di disciplina e gerarchia aggiornati nella veste della più spinta aziendalizzazione – tornare a leggere L’erba voglio significa riannodare i fili di una discussione che rischia altrimenti di ripiegarsi vorticosamente su se stessa» dall’introduzione di F. Chicchi, L. Negrogno e M. Rovelli   L’erba voglio, uscito nel 1971, ha avuto uno straordinario successo nel clima prodotto dal Sessantotto. Da lì è nata l’esperienza dell’omonima rivista, la cui antologia è raccolta nel volume curato da Lea Melandri Il desiderio dissidente (DeriveApprodi, 2018).

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    Antonio Gnoli intervista Lea Melandri – 1/03/2026

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