Era la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984, quando a Bhopal, in India, una nube di 27 tonnellate di veleno letale, l’isocianato di metile, avvolse la città e causò la più grave strage chimica e industriale della storia. Fuoriuscì da una fabbrica della Union Carbide, multinazionale americana, che produceva il Sevin, un antiparassitario. Nei primi tre giorni morirono tra le 7000 e le 10.000 persone (su una stima totale di 25.000), mentre ben oltre mezzo milione rimase gravemente ferito o malato. Quasi tutti appartenenti alla fascia più povera della popolazione. Tuttavia, quella notte non fu che l’inizio di una storia. Un cammino fatto di umanità, di resistenza e di dignità con pochi eguali.

Questo libro racconta la storia di persone che hanno perso tutto, ma che nonostante ciò hanno saputo ricostruire un altro modo di stare al mondo e di vigilare sulla propria autodeterminazione. E di ricostruire un futuro. È l’altra storia di Bhopal: la vita di donne, di uomini e di bambini sopravvissuti a un’apocalisse, e che dall’inferno hanno saputo rimettere in piedi la vita.

autor*

,ingegnere ambientale, ha trascorso diversi mesi a Bhopal a contatto con la popolazione locale. Collabora con «Il Fatto Quotidiano», «Pagine Esteri», «Radio Popolare», «Radio2 Caterpillar» e «MekongRewiev», sui quali ha pubblicato dei reportage da Bhopal e dall’Asia.

insegna in una scuola elementare di Torino e viaggia per il mondo come fotoreporter e giornalista. È autore del romanzo L’atlante dei destini(2018). Scrive e collabora con testate italiane e internazionali, tra cui «Plough Usa», «Domani», «MicroMega+», «Il Fatto Quotidiano», «Doppiozero», «Nazione Indiana».

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L’altra lezione

    Il disastro Bhopal e noi
anno: 
    2026
pagine: 
    150
isbn: 
    486948

L’altra lezione

    Il disastro Bhopal e noi

Era la notte tra il 2 e il 3 dicembre del 1984, quando a Bhopal, in India, una nube di 27 tonnellate di veleno letale, l’isocianato di metile, avvolse la città e causò la più grave strage chimica e industriale della storia. Fuoriuscì da una fabbrica della Union Carbide, multinazionale americana, che produceva il Sevin, un antiparassitario. Nei primi tre giorni morirono tra le 7000 e le 10.000 persone (su una stima totale di 25.000), mentre ben oltre mezzo milione rimase gravemente ferito o malato. Quasi tutti appartenenti alla fascia più povera della popolazione. Tuttavia, quella notte non fu che l’inizio di una storia. Un cammino fatto di umanità, di resistenza e di dignità con pochi eguali.

Questo libro racconta la storia di persone che hanno perso tutto, ma che nonostante ciò hanno saputo ricostruire un altro modo di stare al mondo e di vigilare sulla propria autodeterminazione. E di ricostruire un futuro. È l’altra storia di Bhopal: la vita di donne, di uomini e di bambini sopravvissuti a un’apocalisse, e che dall’inferno hanno saputo rimettere in piedi la vita.

,ingegnere ambientale, ha trascorso diversi mesi a Bhopal a contatto con la popolazione locale. Collabora con «Il Fatto Quotidiano», «Pagine Esteri», «Radio Popolare», «Radio2 Caterpillar» e «MekongRewiev», sui quali ha pubblicato dei reportage da Bhopal e dall’Asia.

insegna in una scuola elementare di Torino e viaggia per il mondo come fotoreporter e giornalista. È autore del romanzo L’atlante dei destini(2018). Scrive e collabora con testate italiane e internazionali, tra cui «Plough Usa», «Domani», «MicroMega+», «Il Fatto Quotidiano», «Doppiozero», «Nazione Indiana».

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