Cosa ci riserva il futuro nella nuova era di crisi? Come possiamo assicurarci che il mondo verso cui ci dirigiamo non sia un inferno peggiore di quello in cui viviamo oggi? Il libro di Helen Hester e Will Stronge lancia una nuova sfida alla società contemporanea: si chiama post-work. Dopo aver fornito un’esauriente introduzione al dibattito sul tema, Hester e Stronge esplorano non solo come sarà il futuro del lavoro, ma soprattutto come potrebbe essere. Le parole chiave sono tre: ridurre, valorizzare e redistribuire. Ridurre il tempo di lavoro, decidere quali attività hanno realmente valore e distribuirle in modo più equo: tre movimenti necessari perché il lavoro smetta di consumare il pianeta e diventi uno strumento di giustizia ecologica e riproduzione sociale. Imparando dai movimenti dei disoccupati e del lavoro, dai movimenti femministi e ambientalisti, il post-work incarna una nuova cultura del lavoro che, secondo gli autori, è in grado di traghettarci verso una società post-capitalista.

 

«Una critica devastante e lucida di ciò che non va nel mondo del lavoro, una guida entusiasmante e mai ingenua alle possibilità di creare una società diversa» Andy Beckett, giornalista «The Guardian» e «London Review of Books»

autor*

è docente di Gender, Technology and Cultural Politics alla University of West London. È autrice di saggi di grande successo, sono stati tradotti in italiano Xenofemminismo (2018) e Dopo il lavoro (2024).

è co-direttore dell’Autonomy Institute, un’organizzazione di ricerca indipendente incentrata sul futuro del lavoro, del welfare e del clima. È co-autore di Overtime: Why We Need a Shorter Working Week (2021) e co-curatore di Georges Bataille and Contemporary Thought (2017).

rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    La Lettura – Corriere della Sera

    «Più tecnologia, meno fatica». Recensione/intervista di Giuseppe Sarcina – 26/04/2026

    Qui

  2. Ufficio Stampa

    Machina

    «L’automazione come richiesta, non come destino». Estratto dal libro – 30/04/2026

    Qui

  3. Ufficio Stampa

    La Lettura – Corriere della Sera (newsletter)

    Una segnalazione – 30/04/2026

    Qui

  4. Ufficio Stampa

    Art Tribune

    «7 nuovi libri d’arte e cultura in libreria. Mappe del presente: tra arte, lavoro, memoria e forme della percezione» di Dario Moalli – 17/05/2026

    Qui

  5. Ufficio Stampa

    La Lettura – Corriere della Sera

    «La matematica non è nata per farci smettere di pensare». Articolo in cui Paolo Zilliani parla anche del libro – 7/06/2026

    Qui

  6. Ufficio Stampa

    L’Indiscreto

    «Il caso del reddito di base». Un estratto dal volume – 11/06/2026

    Qui

  7. Ufficio Stampa

    collettiva

    «Liberarsi dal lavoro si può? Teoria e prassi del post-work». Recensione di Emiliano Sbaraglia – 12/07/2026

    Qui

  8. Ufficio Stampa

    il manifesto

    «Per una trasformazione radicale del welfare e del sistema fiscale». Recensione di Roberto Ciccarelli – 11/07/2026

    Qui

  9. Ufficio Stampa

    doppiozero

    «Da Chaplin al post-work». Recensione di Lelio Demichelis – 19/07/2026

    Qui

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

La società del post-lavoro

    Ridurre, valorizzare e redistribuire
pagine: 
    236
anno: 
    2026
isbn: 
    9788865486597
libro 20,00

La società del post-lavoro

    Ridurre, valorizzare e redistribuire
libro 20,00

Cosa ci riserva il futuro nella nuova era di crisi? Come possiamo assicurarci che il mondo verso cui ci dirigiamo non sia un inferno peggiore di quello in cui viviamo oggi? Il libro di Helen Hester e Will Stronge lancia una nuova sfida alla società contemporanea: si chiama post-work. Dopo aver fornito un’esauriente introduzione al dibattito sul tema, Hester e Stronge esplorano non solo come sarà il futuro del lavoro, ma soprattutto come potrebbe essere. Le parole chiave sono tre: ridurre, valorizzare e redistribuire. Ridurre il tempo di lavoro, decidere quali attività hanno realmente valore e distribuirle in modo più equo: tre movimenti necessari perché il lavoro smetta di consumare il pianeta e diventi uno strumento di giustizia ecologica e riproduzione sociale. Imparando dai movimenti dei disoccupati e del lavoro, dai movimenti femministi e ambientalisti, il post-work incarna una nuova cultura del lavoro che, secondo gli autori, è in grado di traghettarci verso una società post-capitalista.   «Una critica devastante e lucida di ciò che non va nel mondo del lavoro, una guida entusiasmante e mai ingenua alle possibilità di creare una società diversa» Andy Beckett, giornalista «The Guardian» e «London Review of Books»

è docente di Gender, Technology and Cultural Politics alla University of West London. È autrice di saggi di grande successo, sono stati tradotti in italiano Xenofemminismo (2018) e Dopo il lavoro (2024).

è co-direttore dell’Autonomy Institute, un’organizzazione di ricerca indipendente incentrata sul futuro del lavoro, del welfare e del clima. È co-autore di Overtime: Why We Need a Shorter Working Week (2021) e co-curatore di Georges Bataille and Contemporary Thought (2017).

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  1. Ufficio Stampa

    La Lettura – Corriere della Sera

    «Più tecnologia, meno fatica». Recensione/intervista di Giuseppe Sarcina – 26/04/2026

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    «L’automazione come richiesta, non come destino». Estratto dal libro – 30/04/2026

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    Una segnalazione – 30/04/2026

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    «7 nuovi libri d’arte e cultura in libreria. Mappe del presente: tra arte, lavoro, memoria e forme della percezione» di Dario Moalli – 17/05/2026

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    «Il caso del reddito di base». Un estratto dal volume – 11/06/2026

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    «Liberarsi dal lavoro si può? Teoria e prassi del post-work». Recensione di Emiliano Sbaraglia – 12/07/2026

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  9. Ufficio Stampa

    doppiozero

    «Da Chaplin al post-work». Recensione di Lelio Demichelis – 19/07/2026

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pagine: 
    236
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    2026
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    9788865486597

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