Un sociologo, un urbanista e uno storico rileggono quella straordinaria figura di imprenditore «illuminato» che è stato Adriano Olivetti e la politica che ha praticato. Per «Olivetti politico» si intende innanzitutto il rapporto che ha saputo costruire con il territorio, il suo modo di fare impresa con un fordismo dolce, il contrario di quello hard allora imperante e impersonificato in primo luogo da Valletta alla Fiat. Cosa significa oggi, attualizzando il pensiero e l’agire di Adriano Olivetti, proporre il paradigma del «ritorno al territorio», il tema della «comunità concreta» a fronte della scomposizione del lavoro, e più in generale dei radicali mutamenti del paradigma produttivo? Rivisitando il pensiero di Adriano Olivetti, «comunità concreta» per Aldo Bonomi significa oggi frapporsi tra flussi e luoghi, fare comunità ai tempi della simultaneità. Per Alberto Magnaghi significa ripartire dalla terra che si fa territorio con la radicalità della rete dei territorialisti che disegnano e progettano bioregioni. Per Marco Revelli significa ripensare i percorsi della fabbrica olivettiana, disegnando comunità del margine che ripartono dal «mondo dei vinti» e dei «nuovi vinti». Gli autori disegnano percorsi ai margini di quel centro del potere della politica che tanti vorrebbero cambiare. Il lettore di questi testi vi troverà tracce di un percorso che indica speranza e futuro partendo dalle tante vitalità del margine che tracciano le nuove comunità in gestazione, e quindi la società che viene.
fondatore e coordinatore del Consorzio Aaster, ha pubblicato negli ultimi trent’anni numerosi testi sul cambiamento dei territori italiani nella loro dimensione produttiva, sociale e antropologica. Tra questi Il trionfo della moltitudine (1996), Il capitalismo molecolare (1997), Il distretto del piacere (2000), Il rancore (2008) e Il capitalismo in-finito (2013). Ha diretto la rivista «Communitas» e dirige la collana «comunità concrete» di DeriveApprodi, con la quale ha pubblicato (insieme a Marco Revelli e Alberto Magnaghi) Il vento di Adriano (2015), La società circolare (con Federico Della Puppa e Roberto Masiero) (2016) e I turismi visti dall'ultimo miglio (con Albino Gusmeroli) (2024). Sempre per la stessa collana, ha inoltre curato Oltre le mura del'impresa (2021) e Sul confine del margine (2024). Dal 2004 cura la rubrica Microcosmi sul quotidiano «Il Sole 24 Ore».
è storico e sociologo italiano. Figlio di Nuto Revelli, è stato allievo di Norberto Bobbio. È noto per gli studi sul ’900 totalitario e democratico ed è un attento indagatore delle dinamiche storicamente rintracciabili tra politica e strutture socio-produttive.
architetto urbanista, professore emerito dell’Università di Firenze, è Presidente della Società dei Territorialisti/e Onlus e autore di progetti, piani e ricerche sullo sviluppo locale autosostenibile. Fra le sue pubblicazioni più importanti, Il progetto locale. Verso la coscienza di luogo (Bollati Boringhieri, 2010); Un’idea di libertà (DeriveApprodi, 2014); Il principio territoriale (Bollati Boringhieri, 2020).
| libro | €12,00 |
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fondatore e coordinatore del Consorzio Aaster, ha pubblicato negli ultimi trent’anni numerosi testi sul cambiamento dei territori italiani nella loro dimensione produttiva, sociale e antropologica. Tra questi Il trionfo della moltitudine (1996), Il capitalismo molecolare (1997), Il distretto del piacere (2000), Il rancore (2008) e Il capitalismo in-finito (2013). Ha diretto la rivista «Communitas» e dirige la collana «comunità concrete» di DeriveApprodi, con la quale ha pubblicato (insieme a Marco Revelli e Alberto Magnaghi) Il vento di Adriano (2015), La società circolare (con Federico Della Puppa e Roberto Masiero) (2016) e I turismi visti dall’ultimo miglio (con Albino Gusmeroli) (2024). Sempre per la stessa collana, ha inoltre curato Oltre le mura del’impresa (2021) e Sul confine del margine (2024). Dal 2004 cura la rubrica Microcosmi sul quotidiano «Il Sole 24 Ore».
è storico e sociologo italiano. Figlio di Nuto Revelli, è stato allievo di Norberto Bobbio. È noto per gli studi sul ’900 totalitario e democratico ed è un attento indagatore delle dinamiche storicamente rintracciabili tra politica e strutture socio-produttive.
architetto urbanista, professore emerito dell’Università di Firenze, è Presidente della Società dei Territorialisti/e Onlus e autore di progetti, piani e ricerche sullo sviluppo locale autosostenibile. Fra le sue pubblicazioni più importanti, Il progetto locale. Verso la coscienza di luogo (Bollati Boringhieri, 2010); Un’idea di libertà (DeriveApprodi, 2014); Il principio territoriale (Bollati Boringhieri, 2020).
Roberto Tronk –
La parola d’ordine per lasciare alle spalle la crisi («il sussidiario»)
Recensione di Gianfranco Fabi al libro “Il vento di Adriano”, di Aldo Bonomi, Alberto Magnaghi e Marco Revelli, 28 settembre 2015
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Roberto Tronk –
Un ricordo di Luciano Gallino e di Adriano Olivetti («Fahrenheit»)
A «Fahrenheit» di Radio 3 Marco Revelli interviene per ricordare Luciano Gallino e il peso dell’insegnamento di Olivetti per il suo lavoro
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Roberto Tronk –
Un freelance modello Olivetti («il manifesto»)
Sul «manifesto» la recensione di Roberto Ciccarelli al libro “Il vento di Adriano”.
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Recensioni
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