Per il ripristino della civiltà del diritto.

L’interesse per la questione della tortura in Italia ha un andamento ondivago. Tragici fatti di cronaca o sentenze eclatanti lo risvegliano per qualche tempo, poi l’attenzione decanta e cede il passo a nuovo torpore. Ma un crimine estremo come la tortura oltrepassa la soglia di ingiustizia che uno Stato di diritto può tollerare senza trasformarsi in un regime. La tortura deve rimanere al centro del discorso pubblico. L’introduzione del reato di tortura è un atto dovuto, non solo perché la Convenzione contro la tortura lo prevede, ma anche perché solo una condanna concreta e limpida offre alle vittime l’opportunità di suturare le ferite e di recuperare quella fiducia nell’altro indispensabile per sentirsi saldi nella propria dignità. Questo libro afferma questa idea con la forza delle parole e degli argomenti. Raccontando che cos’è la tortura, che cosa significa subirla e di quale colpa una società si macchia rifiutando di riconoscerla come reato, per il ripristino della civiltà del diritto.

autor*

insegna Filosofia del diritto e Bioetica presso il Dipartimento di Filosofia dell'Alma Mater Studiorum. Ha studiato i classici dell'età dei Lumi; la filosofia pratica di Wilhelm von Humboldt; questioni teoriche concernenti l'argomentazione morale, la legittimazione dei diritti (con particolare riferimento ai diritti dei bambini e degli animali); la loro violazione (con specifica attenzione per il crimine di tortura). Ha pubblicato da ultimo ¿Legalizar la Tortura? Auge y Declive del Estado de Derecho (con Massimo La Torre; Valencia, 2018); Il bambino come nemico. L'eccezione humboldtiana (Roma, 2019); Günther Anders (Bologna, 2023); H.L.A. Hart, Diritto, libertà e moralità (a cura di; Milano-Udine, 2024). Di Radbruch ha tradotto e curato Diritto e no. Tre scritti (2021) per la collana «elephas» di Mimesis che codirige con Andrea Porciello.

Con DeriveApprodi ha pubblicato La democrazia assediata (2014); Il silenzio della tortura. Contro un crimine estremo (2016); Orgoglio e genocidio (2016, con A. Burgio).

rassegna stampa

Recensioni

  1. Roberto Tronk

    Supplizi di «morti senza tomba» («il manifesto»)

    Sul manifesto la recensione di Giuliano Santoro al libro “Il silenzio della tortura”, di Marina Lalatta Costerbosa.

    Leggi in PDF

  2. Roberto Tronk

    Intervista a Marina Lalatta Costerbosa («Magazine»)

    Sulla rivista «Magazine» un’intervista all’autrice de “Il silenzio della tortura” – 8 giugno 2016

    Vai all’articolo

  3. Roberto Tronk

    Il crimine estremo e i suoi alleati («Altreconomia»)

    Su «Altreconomia» un’intervista a Marina Lalatta, a proposito del suo libro “Il silenzio della tortura” – 8 luglio 2016

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  4. Roberto Tronk

    Emergency Days

    Il resoconto dell’intervento di Marina Lalatta, autrice de “Il silenzio della tortura”, all’edizione 2016 del festival “Emergency Days” a Ferrara – 22 giugno 2016

    Leggi in PDF

  5. Roberto Tronk

    Carceri, il governo si occupi di tortura e isolamento in cella («Il Fatto Quotidiano»)

    Sul blog di Susanna Marietti (Antigone) una recensione del libro “Il silenzio della tortura”, di Marina Lalatta – 22 agosto 2016

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Il silenzio della tortura

    Contro un crimine estremo
pagine: 
    136
anno: 
    2016
isbn: 
    9788865481554
libro 15,00

Il silenzio della tortura

    Contro un crimine estremo
Per il ripristino della civiltà del diritto.
libro 15,00

L’interesse per la questione della tortura in Italia ha un andamento ondivago. Tragici fatti di cronaca o sentenze eclatanti lo risvegliano per qualche tempo, poi l’attenzione decanta e cede il passo a nuovo torpore. Ma un crimine estremo come la tortura oltrepassa la soglia di ingiustizia che uno Stato di diritto può tollerare senza trasformarsi in un regime. La tortura deve rimanere al centro del discorso pubblico. L’introduzione del reato di tortura è un atto dovuto, non solo perché la Convenzione contro la tortura lo prevede, ma anche perché solo una condanna concreta e limpida offre alle vittime l’opportunità di suturare le ferite e di recuperare quella fiducia nell’altro indispensabile per sentirsi saldi nella propria dignità. Questo libro afferma questa idea con la forza delle parole e degli argomenti. Raccontando che cos’è la tortura, che cosa significa subirla e di quale colpa una società si macchia rifiutando di riconoscerla come reato, per il ripristino della civiltà del diritto.

insegna Filosofia del diritto e Bioetica presso il Dipartimento di Filosofia dell'Alma Mater Studiorum. Ha studiato i classici dell'età dei Lumi; la filosofia pratica di Wilhelm von Humboldt; questioni teoriche concernenti l'argomentazione morale, la legittimazione dei diritti (con particolare riferimento ai diritti dei bambini e degli animali); la loro violazione (con specifica attenzione per il crimine di tortura). Ha pubblicato da ultimo ¿Legalizar la Tortura? Auge y Declive del Estado de Derecho (con Massimo La Torre; Valencia, 2018); Il bambino come nemico. L'eccezione humboldtiana (Roma, 2019); Günther Anders (Bologna, 2023); H.L.A. Hart, Diritto, libertà e moralità (a cura di; Milano-Udine, 2024). Di Radbruch ha tradotto e curato Diritto e no. Tre scritti (2021) per la collana «elephas» di Mimesis che codirige con Andrea Porciello.

Con DeriveApprodi ha pubblicato La democrazia assediata (2014); Il silenzio della tortura. Contro un crimine estremo (2016); Orgoglio e genocidio (2016, con A. Burgio).

Recensioni

  1. Roberto Tronk

    Supplizi di «morti senza tomba» («il manifesto»)

    Sul manifesto la recensione di Giuliano Santoro al libro “Il silenzio della tortura”, di Marina Lalatta Costerbosa.

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  2. Roberto Tronk

    Intervista a Marina Lalatta Costerbosa («Magazine»)

    Sulla rivista «Magazine» un’intervista all’autrice de “Il silenzio della tortura” – 8 giugno 2016

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  3. Roberto Tronk

    Il crimine estremo e i suoi alleati («Altreconomia»)

    Su «Altreconomia» un’intervista a Marina Lalatta, a proposito del suo libro “Il silenzio della tortura” – 8 luglio 2016

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  4. Roberto Tronk

    Emergency Days

    Il resoconto dell’intervento di Marina Lalatta, autrice de “Il silenzio della tortura”, all’edizione 2016 del festival “Emergency Days” a Ferrara – 22 giugno 2016

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  5. Roberto Tronk

    Carceri, il governo si occupi di tortura e isolamento in cella («Il Fatto Quotidiano»)

    Sul blog di Susanna Marietti (Antigone) una recensione del libro “Il silenzio della tortura”, di Marina Lalatta – 22 agosto 2016

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pagine: 
    136
anno: 
    2016
isbn: 
    9788865481554

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