L’illusione (molto americana) di una «fine della storia» propagandata dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 e l’affondamento dell’Unione Sovietica nel dicembre 1991, la convinzione che si fosse ormai nel migliore dei mondi possibili, in cui conflitti e trasformazioni avrebbero solo potuto avere corso all’interno di un sostanzialmente immodificabile quadro illiberale e capitalista, questa idea è drammaticamente naufragata a partire dal 2001, allorché l’unipolarismo statunitense, con voglia di rivincita, ha messo in moto una nuova stagione di riarmo, guerre e rivolte. D’altra parte la globalizzazione turbocapitalista si è arrestata e poi per certi versi è affondata a partire dalla crisi di Wall Street del 2008.

La storia invero non era mai «finita», e oggi anzi assistiamo attoniti a una sua repentina accelerazione. Senza però comprenderne la direzione e il senso, ma sì con la percezione che un mondo sta franando, o è già franato, e con il timore di trovarcene dinanzi uno «nuovo» dai tratti spietati.

autor*

è ordinario di Filosofia del diritto all’Università di Catanzaro. È stato ricercatore e professore associato all’Università di Bologna e ricercatore e professore dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Presso le nostre edizioni ha pubblicato: Nostra legge è la libertà. Anarchismo dei Moderni (2017), Bioetica in tempi di pandemia. Morale, diritto e libertà (2022) e Il senso della norma. Filosofia fragile del diritto (2023).

rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    Qui una recensione di Domenico Bilotti pubblicata su «Il Quotidiano del Sud»

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

Il grande smottamento

    La fine della storia è finita
pagine: 
    160
anno: 
    2023
isbn: 
    9-788865-484937
libro 17,00

Il grande smottamento

    La fine della storia è finita
libro 17,00

L’illusione (molto americana) di una «fine della storia» propagandata dopo la caduta del muro di Berlino nel 1989 e l’affondamento dell’Unione Sovietica nel dicembre 1991, la convinzione che si fosse ormai nel migliore dei mondi possibili, in cui conflitti e trasformazioni avrebbero solo potuto avere corso all’interno di un sostanzialmente immodificabile quadro illiberale e capitalista, questa idea è drammaticamente naufragata a partire dal 2001, allorché l’unipolarismo statunitense, con voglia di rivincita, ha messo in moto una nuova stagione di riarmo, guerre e rivolte. D’altra parte la globalizzazione turbocapitalista si è arrestata e poi per certi versi è affondata a partire dalla crisi di Wall Street del 2008.

La storia invero non era mai «finita», e oggi anzi assistiamo attoniti a una sua repentina accelerazione. Senza però comprenderne la direzione e il senso, ma sì con la percezione che un mondo sta franando, o è già franato, e con il timore di trovarcene dinanzi uno «nuovo» dai tratti spietati.

è ordinario di Filosofia del diritto all’Università di Catanzaro. È stato ricercatore e professore associato all’Università di Bologna e ricercatore e professore dell’Istituto Universitario Europeo di Firenze. Presso le nostre edizioni ha pubblicato: Nostra legge è la libertà. Anarchismo dei Moderni (2017), Bioetica in tempi di pandemia. Morale, diritto e libertà (2022) e Il senso della norma. Filosofia fragile del diritto (2023).

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  1. Ufficio Stampa

    Qui una recensione di Domenico Bilotti pubblicata su «Il Quotidiano del Sud»

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pagine: 
    160
anno: 
    2023
isbn: 
    9-788865-484937

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