Von Humboldt: il grande critico della pedagogia moderna.

La violenza sociale ha molto a che fare con l’infanzia: un’infanzia oppressa dalla cultura pedagogica dominante è terreno fertile per il costituirsi di società disponibili alla violenza. Al di là dei luoghi comuni, la premessa storico-culturale del nesso tra infanzia e violenza sociale ci riporta all’epoca dei Lumi. Per ciò che riguarda l’educazione, il Settecento mostra un volto oscuro e oppressivo. Su tale sfondo, questo libro svela il carattere rivoluzionario dell’ideale educativo di un grande intellettuale di quel tempo: Wilhelm von Humboldt. Influente filosofo, linguista, uomo di Stato, von Humboldt fu l’unico a intuire i gravi rischi di un progetto pedagogico, nato tra Sei e Settecento, teso a plasmare il bambino e l’adolescente per «costringerlo» a diventare un adulto «civile».

autor*

insegna Filosofia del diritto e Bioetica presso il Dipartimento di Filosofia dell'Alma Mater Studiorum. Ha studiato i classici dell'età dei Lumi; la filosofia pratica di Wilhelm von Humboldt; questioni teoriche concernenti l'argomentazione morale, la legittimazione dei diritti (con particolare riferimento ai diritti dei bambini e degli animali); la loro violazione (con specifica attenzione per il crimine di tortura). Ha pubblicato da ultimo ¿Legalizar la Tortura? Auge y Declive del Estado de Derecho (con Massimo La Torre; Valencia, 2018); Il bambino come nemico. L'eccezione humboldtiana (Roma, 2019); Günther Anders (Bologna, 2023); H.L.A. Hart, Diritto, libertà e moralità (a cura di; Milano-Udine, 2024). Di Radbruch ha tradotto e curato Diritto e no. Tre scritti (2021) per la collana «elephas» di Mimesis che codirige con Andrea Porciello.

Con DeriveApprodi ha pubblicato La democrazia assediata (2014); Il silenzio della tortura. Contro un crimine estremo (2016); Orgoglio e genocidio (2016, con A. Burgio).

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Il bambino come nemico

    L’eccezione humboldtiana
pagine: 
    208
anno: 
    2019
isbn: 
    9788865482971
libro 16,00

Il bambino come nemico

    L’eccezione humboldtiana
Von Humboldt: il grande critico della pedagogia moderna.
libro 16,00

La violenza sociale ha molto a che fare con l’infanzia: un’infanzia oppressa dalla cultura pedagogica dominante è terreno fertile per il costituirsi di società disponibili alla violenza. Al di là dei luoghi comuni, la premessa storico-culturale del nesso tra infanzia e violenza sociale ci riporta all’epoca dei Lumi. Per ciò che riguarda l’educazione, il Settecento mostra un volto oscuro e oppressivo. Su tale sfondo, questo libro svela il carattere rivoluzionario dell’ideale educativo di un grande intellettuale di quel tempo: Wilhelm von Humboldt. Influente filosofo, linguista, uomo di Stato, von Humboldt fu l’unico a intuire i gravi rischi di un progetto pedagogico, nato tra Sei e Settecento, teso a plasmare il bambino e l’adolescente per «costringerlo» a diventare un adulto «civile».

insegna Filosofia del diritto e Bioetica presso il Dipartimento di Filosofia dell'Alma Mater Studiorum. Ha studiato i classici dell'età dei Lumi; la filosofia pratica di Wilhelm von Humboldt; questioni teoriche concernenti l'argomentazione morale, la legittimazione dei diritti (con particolare riferimento ai diritti dei bambini e degli animali); la loro violazione (con specifica attenzione per il crimine di tortura). Ha pubblicato da ultimo ¿Legalizar la Tortura? Auge y Declive del Estado de Derecho (con Massimo La Torre; Valencia, 2018); Il bambino come nemico. L'eccezione humboldtiana (Roma, 2019); Günther Anders (Bologna, 2023); H.L.A. Hart, Diritto, libertà e moralità (a cura di; Milano-Udine, 2024). Di Radbruch ha tradotto e curato Diritto e no. Tre scritti (2021) per la collana «elephas» di Mimesis che codirige con Andrea Porciello.

Con DeriveApprodi ha pubblicato La democrazia assediata (2014); Il silenzio della tortura. Contro un crimine estremo (2016); Orgoglio e genocidio (2016, con A. Burgio).

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pagine: 
    208
anno: 
    2019
isbn: 
    9788865482971

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