Gli anni Settanta sono stati un decennio di sovversione e di sovversivi. Politici e generali, intellettuali conservatori e servizi segreti, giudici e poliziotti vedevano sovversivi ovunque: nelle fabbriche e nelle scuole, tra i militanti neri e nei movimenti femministi, tra gli attivisti antinucleari e per la liberazione omosessuale. Se l’etichetta di sovversivo ha «giustificato» le forme più brutali di repressione, è venuto il momento di riscattarla: sì, sostiene Michael Hardt, gli anni Settanta sono stati sovversivi, perché in tutto il mondo moltitudini sociali e rivoluzionarie hanno scosso le fondamenta della società in cui viviamo e l’hanno trasformata. Proprio assumendo il punto di vista di queste moltitudini, è possibile comprendere la straordinaria rilevanza di quel decennio non per averne nostalgia ma, al contrario, per farlo dialogare con il presente. Dall’Africa al Nord America, dall’Asia all’Europa e all’America Latina, Hardt ci accompagna attraverso un giro del mondo fatto di movimenti e insorgenze: un libro unico, perché ci porta fuori dalla provincia italiana e finalmente affronta gli anni Settanta sul piano globale.

autor*

docente della Duke University, è tra i più importanti intellettuali critici contemporanei.
È conosciuto in tutto il mondo in particolare per i volumi scritti con Toni Negri, tra cui Impero (2000), Moltitudine (2004), Comune (2009), Assemblea (2017). Con DeriveApprodi ha pubblicato Gilles Deleuze. Un apprendistato in filosofia (2016).

rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    Alias – il manifesto

    «Michael Hardt, da quei dieci anni iniziò il nostro tempo». Recensione di Sandro Mezzadra – 11/05/2025

    Qui

  2. Ufficio Stampa

    il manifesto

    «Hardt, oltre il regime di guerra globale». Intervista di Roberto Ciccarelli all’autore – 14/05/2025

    Leggi qui

  3. Ufficio Stampa

    SoloLibri.net

    Recensione di Mario Buonanno – 17/05/2025

    Qui

  4. Ufficio Stampa

    Pulp Libri

    «Dagli anni Settanta a oggi: eredità rivoluzionaria e nuove sfide». Recensione di Mimmo Sersante – 09/06/2025

    Qui

  5. Ufficio Stampa

    L’Indiscreto

    2000 caratteri di Simone Musella – 08/06/2025

    Qui

  6. Ufficio Stampa

    Doppiozero

    «Quei “sovversivi” degli anni Settanta». Recensione di Lelio Demichelis – 26/06/2025

    Qui

  7. Ufficio Stampa

    Machina

    «I Settanta sovversivi e noi». Recensione di Elia Zaru – 27/06/2025

    Qui

  8. Ufficio Stampa

    Effimera

    Recensione di Andrea Fumagalli – 28/09/2025

    Qui

  9. Ufficio Stampa

    Machina

    «Sabotare l’orologio del tempo presente». Intervista di Elia Alberici a Michael Hardt – 3/10/2025

    Qui

  10. Ufficio Stampa

    Fanpage.it

    Intervista di Antonio Musella a Michael Hardt – 10/09/2025

    Qui

  11. Ufficio Stampa

    Euronomade

    «I Settanta sovversivi o il futuro del nostro presente». Recensione di Francesco Festa – 13/09/2025

    Qui

  12. Ufficio Stampa

    Carmilla online

    «La fine del vecchio mondo e l’inizio di quello nuovo». Recensione di Sandro Moiso – 22/10/2025

    Qui

  13. Ufficio Stampa

    Ibridamenti

    «Fantasmi e linee di fuga». Recensione di Vincenzo Di Mino – 22/04/2026

    Qui

  14. Ufficio Stampa

    Global Project

    «I Settanta sovversivi: il tempo lungo dell’autonomia globale». Recensione di El Indio – 24/05/2026

    Qui

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I Settanta sovversivi

    La globalizzazione delle lotte
pagine: 
    312
anno: 
    2025
isbn: 
    9788865485934
libro 22,00

I Settanta sovversivi

    La globalizzazione delle lotte
libro 22,00

Gli anni Settanta sono stati un decennio di sovversione e di sovversivi. Politici e generali, intellettuali conservatori e servizi segreti, giudici e poliziotti vedevano sovversivi ovunque: nelle fabbriche e nelle scuole, tra i militanti neri e nei movimenti femministi, tra gli attivisti antinucleari e per la liberazione omosessuale. Se l’etichetta di sovversivo ha «giustificato» le forme più brutali di repressione, è venuto il momento di riscattarla: sì, sostiene Michael Hardt, gli anni Settanta sono stati sovversivi, perché in tutto il mondo moltitudini sociali e rivoluzionarie hanno scosso le fondamenta della società in cui viviamo e l’hanno trasformata. Proprio assumendo il punto di vista di queste moltitudini, è possibile comprendere la straordinaria rilevanza di quel decennio non per averne nostalgia ma, al contrario, per farlo dialogare con il presente. Dall’Africa al Nord America, dall’Asia all’Europa e all’America Latina, Hardt ci accompagna attraverso un giro del mondo fatto di movimenti e insorgenze: un libro unico, perché ci porta fuori dalla provincia italiana e finalmente affronta gli anni Settanta sul piano globale.

docente della Duke University, è tra i più importanti intellettuali critici contemporanei.
È conosciuto in tutto il mondo in particolare per i volumi scritti con Toni Negri, tra cui Impero (2000), Moltitudine (2004), Comune (2009), Assemblea (2017). Con DeriveApprodi ha pubblicato Gilles Deleuze. Un apprendistato in filosofia (2016).

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

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    Recensione di Mario Buonanno – 17/05/2025

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    312
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    2025
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