Il libro propone una riflessione sulla rivista e una selezione di testi, per capire la relazione tra fantascienza, movimenti sociali e immagini del futuro

Negli anni Sessanta venne evidenziata una profonda trasformazione nelle forme di produzione di valore: inizia la cosiddetta «era post-industriale», o «tardo capitalismo», alimentato da una razionalità tecnologica che progressivamente scardinava la dialettica tra forza-lavoro e mezzi di produzione. La tecnologizzazione dei centri industriali aveva avviato un processo di automazione che avrebbe ridotto considerevolmente l’impiego di energie umane nella produzione materiale. I movimenti controculturali, operai e studenteschi trovarono nella fantascienza l’immaginario necessario per decodificare le trasformazioni in atto. La fantascienza è diventata quindi un serbatoio inesauribile di immaginazione del futuro. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta la rivista «Un’Ambigua Utopia» si inserisce appieno in questo contesto socio-culturale. Nata da un collettivo di scrittura, ha usato la fantascienza come terreno di discussione per ridisegnare la società nel suo complesso.

Nel libro è riprodotta un’ampia selezione dei nove numeri della rivista, introdotta dal curatore e seguita da postfazioni di Giuliano Spagnul, Diego Gabutti e Carlo Pagetti, per comprendere e approfondire la relazione tra fantascienza, movimenti sociali e immagini del futuro.

autor*

è ricercatore presso la Libera Università di Bolzano. I suoi interessi di ricerca si muovono tra il cinema, le nuove tecnologie, la fantascienza, la produzione di valore nell’era digitale. Tra le sue pubblicazioni: Fractal Narrative. About the Relationship Between Geometries and Technology and Its Impact on Narrative Spaces (Transcript, 2014), La scomparsa dell’orologio universale (Mimesis, 2009); ha curato Reading Black Mirror. Insights into Technology and the Post-media Condition (Transcript, 2021).

rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    Il fascino antiquario dell’Utopia. Recensione di Sandro Moiso pubblicata su Carmilla Online

  2. Ufficio Stampa

    Tornare ad Annares. La recensione di Sara Molho su «Antonomie» – settembre 2024
    Leggi

  3. Ufficio Stampa

    «Un’ Ambigua Utopia: la schizofrenia del possibile per le società del futuro». La recensione di Miriam Bonanno su «Pulp Libri» – ottobre 2024

    Qui

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

«I reietti dell’altro pianeta»

    Un’Ambigua Utopia e le società del futuro
pagine: 
    480
anno: 
    2024
isbn: 
    9788865485156
libro 30,00

«I reietti dell’altro pianeta»

    Un’Ambigua Utopia e le società del futuro
Il libro propone una riflessione sulla rivista e una selezione di testi, per capire la relazione tra fantascienza, movimenti sociali e immagini del futuro
libro 30,00

Negli anni Sessanta venne evidenziata una profonda trasformazione nelle forme di produzione di valore: inizia la cosiddetta «era post-industriale», o «tardo capitalismo», alimentato da una razionalità tecnologica che progressivamente scardinava la dialettica tra forza-lavoro e mezzi di produzione. La tecnologizzazione dei centri industriali aveva avviato un processo di automazione che avrebbe ridotto considerevolmente l’impiego di energie umane nella produzione materiale. I movimenti controculturali, operai e studenteschi trovarono nella fantascienza l’immaginario necessario per decodificare le trasformazioni in atto. La fantascienza è diventata quindi un serbatoio inesauribile di immaginazione del futuro. Tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta la rivista «Un’Ambigua Utopia» si inserisce appieno in questo contesto socio-culturale. Nata da un collettivo di scrittura, ha usato la fantascienza come terreno di discussione per ridisegnare la società nel suo complesso. Nel libro è riprodotta un’ampia selezione dei nove numeri della rivista, introdotta dal curatore e seguita da postfazioni di Giuliano Spagnul, Diego Gabutti e Carlo Pagetti, per comprendere e approfondire la relazione tra fantascienza, movimenti sociali e immagini del futuro.

è ricercatore presso la Libera Università di Bolzano. I suoi interessi di ricerca si muovono tra il cinema, le nuove tecnologie, la fantascienza, la produzione di valore nell’era digitale. Tra le sue pubblicazioni: Fractal Narrative. About the Relationship Between Geometries and Technology and Its Impact on Narrative Spaces (Transcript, 2014), La scomparsa dell’orologio universale (Mimesis, 2009); ha curato Reading Black Mirror. Insights into Technology and the Post-media Condition (Transcript, 2021).

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  1. Ufficio Stampa

    Il fascino antiquario dell’Utopia. Recensione di Sandro Moiso pubblicata su Carmilla Online

  2. Ufficio Stampa

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    Leggi

  3. Ufficio Stampa

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pagine: 
    480
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    2024
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