Un grande classico sulla sconfitta della schiavitù e la vita del rivoluzionario Toussaint Louverture.

Nell’anno 1789 la colonia francese di Santo Domingo nelle Antille francesi forniva alla madrepatria i due terzi del suo commercio internazionale e rappresentava il massimo mercato della tratta europea degli schiavi. Era la colonia più fiorente del mondo, l’orgoglio della Francia e l’invidia di ogni altra nazione imperialista. Nell’agosto del 1791 scoppiò sull’isola la rivolta degli schiavi, che si sarebbe protratta per i successivi 12 anni e sarebbe sfociata, nel 1803, nella dichiarazione d’indipendenza di Haiti.

Storicamente, l’insurrezione antillese è la prima rivolta contro la schiavitù a conoscere un esito positivo; la prima forma di indisciplina di massa contro l’uomo bianco e la sua dominazione coloniale; il primo indelebile scacco degli eserciti nazionali di fronte a una moltitudine di schiavi. Dalla rivolta degli schiavi antillesi prenderanno le mosse i movimenti di liberazione nazionale che hanno, nel corso del XIX e XX secolo, progressivamente smantellato gli antichi imperi coloniali. A essa, e al suo principale protagonista, Toussaint Louverture, guarderanno tutti i rivoluzionari che nell’arco dei due secoli si sono battuti per la liberazione delle popolazioni oppresse del Sud del mondo.

Ma Toussaint Louverture, l’ex schiavo nero che guiderà la rivolta contro gli eserciti europei, rimane l’emblema di un’esperienza alla quale guardare ancora oggi, alla luce dei fallimenti di quei movimenti di liberazione nazionale che con tanta forza si opposero al colonialismo e della continua rivendicazione di uguaglianza e libertà della quale i movimenti migratori contemporanei sono l’espressione.

autor*

nato a Port of Spain (Trinidad) nel 1901, emigra in Inghilterra nel 1932. Teorico marxista, pioniere del movimento panafricanista, storico, scrittore, critico letterario e specialista di cricket, è anche autore di Marinai, rinnegati e reietti. La storia di Herman Melville e il mondo in cui viviamo (ombre corte 2003). Nel 1938 si trasferisce negli Stati Uniti, dove scrive, tiene conferenze e organizza le attività del Socialist Worker’s Party. Nel 1953 viene espulso e ritorna in Inghilterra dove continua la propria attività di scrittore e militante fino alla morte, avvenuta a Londra nel 1989. I giacobini neri, pubblicato per la prima volta nel 1938 e più volte ristampato in lingua inglese, è il suo libro più importante.

rassegna stampa

Recensioni

  1. Roberto Tronk

    Schiavi senza colore («il manifesto»)

    Sul «manifesto» la recensione di Andrea Colombo al libro di Cyril L. James, “I giacobini neri” – da «il manifesto», 20 gennaio 2015

    Vai all’articolo

  2. Roberto Tronk

    Toussaint: lo Spartaco di Haiti («Il Corriere della Sera»)

    Nell’inserto «La lettura» del Corriere della Sera la recensione di Antonio Carioti al libro “I giacobini neri”, di C. L. R. James – 15 febbraio 2015

    Leggi in PDF

  3. Roberto Tronk

    Robespierre dell’altro mondo («Repubblica»)

    La recensione di Claudia Morgoglione al saggio “I giacobini neri”, di C. L. R. James – da «La Repubblica», 15 febbraio 2015

    Leggi in PDF

  4. Roberto Tronk

    Torna un classico dell’anticolonialismo («Sette»)

    Su «Sette», settimanale del «Corriere della Sera», una segnalazione del libro di C. L. R. James, “I giacobini neri” – 20 febbraio 2015

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I giacobini neri

    La prima rivolta contro l'uomo bianco
pagine: 
    368
anno: 
    2015
isbn: 
    9788865481103
libro 25,00

I giacobini neri

    La prima rivolta contro l'uomo bianco
Un grande classico sulla sconfitta della schiavitù e la vita del rivoluzionario Toussaint Louverture.
libro 25,00

Nell’anno 1789 la colonia francese di Santo Domingo nelle Antille francesi forniva alla madrepatria i due terzi del suo commercio internazionale e rappresentava il massimo mercato della tratta europea degli schiavi. Era la colonia più fiorente del mondo, l’orgoglio della Francia e l’invidia di ogni altra nazione imperialista. Nell’agosto del 1791 scoppiò sull’isola la rivolta degli schiavi, che si sarebbe protratta per i successivi 12 anni e sarebbe sfociata, nel 1803, nella dichiarazione d’indipendenza di Haiti.

Storicamente, l’insurrezione antillese è la prima rivolta contro la schiavitù a conoscere un esito positivo; la prima forma di indisciplina di massa contro l’uomo bianco e la sua dominazione coloniale; il primo indelebile scacco degli eserciti nazionali di fronte a una moltitudine di schiavi. Dalla rivolta degli schiavi antillesi prenderanno le mosse i movimenti di liberazione nazionale che hanno, nel corso del XIX e XX secolo, progressivamente smantellato gli antichi imperi coloniali. A essa, e al suo principale protagonista, Toussaint Louverture, guarderanno tutti i rivoluzionari che nell’arco dei due secoli si sono battuti per la liberazione delle popolazioni oppresse del Sud del mondo.

Ma Toussaint Louverture, l’ex schiavo nero che guiderà la rivolta contro gli eserciti europei, rimane l’emblema di un’esperienza alla quale guardare ancora oggi, alla luce dei fallimenti di quei movimenti di liberazione nazionale che con tanta forza si opposero al colonialismo e della continua rivendicazione di uguaglianza e libertà della quale i movimenti migratori contemporanei sono l’espressione.

nato a Port of Spain (Trinidad) nel 1901, emigra in Inghilterra nel 1932. Teorico marxista, pioniere del movimento panafricanista, storico, scrittore, critico letterario e specialista di cricket, è anche autore di Marinai, rinnegati e reietti. La storia di Herman Melville e il mondo in cui viviamo (ombre corte 2003). Nel 1938 si trasferisce negli Stati Uniti, dove scrive, tiene conferenze e organizza le attività del Socialist Worker’s Party. Nel 1953 viene espulso e ritorna in Inghilterra dove continua la propria attività di scrittore e militante fino alla morte, avvenuta a Londra nel 1989. I giacobini neri, pubblicato per la prima volta nel 1938 e più volte ristampato in lingua inglese, è il suo libro più importante.

Recensioni

  1. Roberto Tronk

    Schiavi senza colore («il manifesto»)

    Sul «manifesto» la recensione di Andrea Colombo al libro di Cyril L. James, “I giacobini neri” – da «il manifesto», 20 gennaio 2015

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  2. Roberto Tronk

    Toussaint: lo Spartaco di Haiti («Il Corriere della Sera»)

    Nell’inserto «La lettura» del Corriere della Sera la recensione di Antonio Carioti al libro “I giacobini neri”, di C. L. R. James – 15 febbraio 2015

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  3. Roberto Tronk

    Robespierre dell’altro mondo («Repubblica»)

    La recensione di Claudia Morgoglione al saggio “I giacobini neri”, di C. L. R. James – da «La Repubblica», 15 febbraio 2015

    Leggi in PDF

  4. Roberto Tronk

    Torna un classico dell’anticolonialismo («Sette»)

    Su «Sette», settimanale del «Corriere della Sera», una segnalazione del libro di C. L. R. James, “I giacobini neri” – 20 febbraio 2015

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Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

pagine: 
    368
anno: 
    2015
isbn: 
    9788865481103

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Andrea Casazza

Gianni-Emilio Simonetti

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