Il libro nasce dalla testimonianza rilasciata dal comandante Italo, ossia Anello Poma, che prese parte alla Guerra civile spagnola nelle fila delle Brigate internazionali, fu internato in Francia e confinato a Ventotene, si distinse come uno dei principali protagonisti della Resistenza in Italia ed è stato interprete autorevole di quel «vento del Nord» che, nel Pci, dovette soccombere al cospetto della ragion di Stato togliattiana. L’anno della testimonianza è il 1996, quando l’allora presidente della Camera Luciano Violante disse che bisognava sforzarsi di capire i ragazzi che si schierarono dalla parte di Salò. Per il comandante Italo fu l’occasione di ricostruire il suo dissenso, che risale al periodo della Resistenza e del dopoguerra. Nella sua indignazione rispetto alle dichiarazioni di Violante, dunque, Poma incarna l’eredità delle vecchie generazioni di comunisti, di antifascisti e di partigiani.

«Se il mio paese è in guerra, in questo caso contro la Germania, e io mi arruolo in una unità militare che combatte al servizio dei tedeschi, io combatto contro il mio paese e quindi io compio un atto di alto tradimento. Non c’è da capire niente. L’unica cosa da fare: o lo fucili, perché ha compiuto atto di alto tradimento, oppure – come si è fatto immediatamente dopo la Liberazione – il governo emana un provvedimento di amnistia e questi vengono perdonati, quindi c’è il perdono, punto e basta. Non c’è da capire niente. Dopodiché la partita è chiusa e l’aprirla è una follia, è un qualcosa che noi non comprendiamo».

autor*

nato a Biella il 27 luglio 1914, morto a Nervi (Genova) il 18 dicembre 2001, operaio tessile e dirigente comunista. Ha combattuto sotto il nome di «Italo» nelle file delle Brigate Internazionali durante la guerra civile spagnola. Con la sconfitta dei repubblicani spagnoli, deve riparare in Francia. Internato, prima nel campo di Argeles sur Mer e poi in quelli di Gurs e di Vernet, nel 1941 è consegnato alla polizia italiana e confinato a Ventotene.Partecipa alla guerra di liberazione come commissario politico. Sino alla fine, Anello Poma si è dedicato alla valorizzazione della lotta di Liberazione, operando nell'ANPI e nell'ANPPIA.

(Biella, 1949), già docente di materie letterarie, storico e presidente dell’AICVAS.

(Ivrea, 1960) è docente di materie letterarie nella scuola secondaria di secondo grado e storico militante.

rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa –

    Il Fatto quotidiano

    «Verso il 25 aprile. Oltre la nebbia dei “distinguo”, resta la Storia: i fascisti di Salò “tradirono l’Italia”». Recensione di Massimo Novelli – 17/03/2025

    Leggi

  2. Ufficio Stampa –

    Radio Città aperta

    Segnalazione del volume

    Qui

  3. Ufficio Stampa –

    Centro di documentazione Adriano Massazza GAL – Camera di lavoro Biella

    «La testimonianza di Anello Poma diventa un libro» – 18/04/2025

    Qui

  4. Ufficio Stampa –

    La Stampa Biella

    «Partigiano, politico e infine studioso. In un libro le tre vite di Anello Poma». Recensione di Simona Romagnoli – 23/04/2025

    Qui

  5. Ufficio Stampa –

    Eco di Biella

    Segnalazione – 27/03/2025

    Qui

  6. Ufficio Stampa –

    La Stampa Biella

    Segnalazione del volume – 29/04/2025

    Qui

  7. Ufficio Stampa –

    Contropiano

    «La vita di un partigiano per comprendere una generazione politica». Recensione di Maurizio Disoteo – 1/05/2025

    Leggi

  8. Ufficio Stampa –

    Patria Indipendente

    «Per sempre Spagna. Anello Poma, la fabbrica, la scuola del confino, la Resistenza, la politica». Recensione di Alessandro Pollio Salimbeni – 10/05/2025

    Qui

  9. Ufficio Stampa –

    il manifesto

    «Una traiettoria di libertà dalla Spagna alla Resistenza». Recensione di Roberto Pietrobon – 29/05/2025

    Qui

  10. Ufficio Stampa –

    Articolo 21

    Recensione di Massimo Conte

    Qui

  11. Ufficio Stampa –

    Machina

    «Il vento del Nord». Recensione di Giorgio Moroni – 11/07/2025

    Qui

  12. Ufficio Stampa –

    l’antifascista

    Recensione – numero di maggio-giugno 2025

    Qui

  13. Ufficio Stampa –

    Quaderni di Storia Contemporanea

    Recensione di Graziella Gaballo – maggio 26

    Qui

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

I fascisti tradirono l’Italia

pagine: 
    96
anno: 
    2025
isbn: 
    9788865485835
libro €14,00

I fascisti tradirono l’Italia

libro €14,00

Il libro nasce dalla testimonianza rilasciata dal comandante Italo, ossia Anello Poma, che prese parte alla Guerra civile spagnola nelle fila delle Brigate internazionali, fu internato in Francia e confinato a Ventotene, si distinse come uno dei principali protagonisti della Resistenza in Italia ed è stato interprete autorevole di quel «vento del Nord» che, nel Pci, dovette soccombere al cospetto della ragion di Stato togliattiana. L’anno della testimonianza è il 1996, quando l’allora presidente della Camera Luciano Violante disse che bisognava sforzarsi di capire i ragazzi che si schierarono dalla parte di Salò. Per il comandante Italo fu l’occasione di ricostruire il suo dissenso, che risale al periodo della Resistenza e del dopoguerra. Nella sua indignazione rispetto alle dichiarazioni di Violante, dunque, Poma incarna l’eredità delle vecchie generazioni di comunisti, di antifascisti e di partigiani. «Se il mio paese è in guerra, in questo caso contro la Germania, e io mi arruolo in una unità militare che combatte al servizio dei tedeschi, io combatto contro il mio paese e quindi io compio un atto di alto tradimento. Non c’è da capire niente. L’unica cosa da fare: o lo fucili, perché ha compiuto atto di alto tradimento, oppure – come si è fatto immediatamente dopo la Liberazione – il governo emana un provvedimento di amnistia e questi vengono perdonati, quindi c’è il perdono, punto e basta. Non c’è da capire niente. Dopodiché la partita è chiusa e l’aprirla è una follia, è un qualcosa che noi non comprendiamo».

nato a Biella il 27 luglio 1914, morto a Nervi (Genova) il 18 dicembre 2001, operaio tessile e dirigente comunista. Ha combattuto sotto il nome di «Italo» nelle file delle Brigate Internazionali durante la guerra civile spagnola. Con la sconfitta dei repubblicani spagnoli, deve riparare in Francia. Internato, prima nel campo di Argeles sur Mer e poi in quelli di Gurs e di Vernet, nel 1941 è consegnato alla polizia italiana e confinato a Ventotene.Partecipa alla guerra di liberazione come commissario politico. Sino alla fine, Anello Poma si è dedicato alla valorizzazione della lotta di Liberazione, operando nell’ANPI e nell’ANPPIA.

(Biella, 1949), già docente di materie letterarie, storico e presidente dell’AICVAS.

(Ivrea, 1960) è docente di materie letterarie nella scuola secondaria di secondo grado e storico militante.

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  1. Ufficio Stampa –

    Il Fatto quotidiano

    «Verso il 25 aprile. Oltre la nebbia dei “distinguo”, resta la Storia: i fascisti di Salò “tradirono l’Italia”». Recensione di Massimo Novelli – 17/03/2025

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    «Per sempre Spagna. Anello Poma, la fabbrica, la scuola del confino, la Resistenza, la politica». Recensione di Alessandro Pollio Salimbeni – 10/05/2025

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    il manifesto

    «Una traiettoria di libertà dalla Spagna alla Resistenza». Recensione di Roberto Pietrobon – 29/05/2025

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