Il giurista socialdemocratico Hermann Heller è stato uno dei principali esponenti del dibattito giusfilosofico weimariano e dello svilupparsi, soprattutto nella scienza giuridica tedesca,
delle tendenze critiche verso il formalismo giuridico. Nonostante ciò, egli ha subìto da parte della scienza giuridica una sorta di conventio ad excludendum, tant’è che i suoi contributi sono stati per molto tempo negletti nella riflessione giuridico-filosofica europea sia per l’eccessiva attenzione dedicata dagli studiosi al conflitto polemico tra Kelsen e Schmitt, la cui assolutizzazione ha comportato l’occultamento dell’appassionato dibattito contenutistico e metodologico sviluppatosi con una certa ampiezza e problematicità durante la temperie weimariana, sia per l’impossibilità di ricondurre il suo pensiero nell’alveo di una vera e propria scuola dottrinale.
è ricercatore di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania. È autore, tra l’altro, delle seguenti monografie: L’Europa tra nomos e polemos (Utet, 2020), L’antiformalismo nella temperie weimariana (Giappichelli, 2009) e Le categorie politiche del diritto. Carl Schmitt e le aporie del Moderno (Bonanno, 2007).
| libro | €10,00 |
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è ricercatore di Filosofia del diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Catania. È autore, tra l’altro, delle seguenti monografie: L’Europa tra nomos e polemos (Utet, 2020), L’antiformalismo nella temperie weimariana (Giappichelli, 2009) e Le categorie politiche del diritto. Carl Schmitt e le aporie del Moderno (Bonanno, 2007).
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