A partire da Marx e Heidegger, Vincenzo Costa affronta una serie di questioni. In primo luogo, che cosa caratterizza un’epoca: secondo Marx è un modo di produrre, per Heidegger una tonalità emotiva e una certa comprensione delle cose. Di qui due differenti modi di proporre una teoria del cambiamento storico e sociale, del rapporto tra struttura e sovrastruttura, tra universalità dei valori e loro collocazione storica. In questo quadro un posto particolare occupa la questione relativa a come inizia la storia, che cosa cioè permise il passaggio dalle società animali a quelle umane. Infine, l’autore si chiede se esiste una logica dello sviluppo storico, se la storia sia uno sviluppo logico di stadi sempre più alti e progrediti, o se non abbia a che fare con la contingenza e con l’evento. Ciò conduce a chiedersi se tutti i popoli debbano desiderare la stessa emancipazione o se non esistano differenti istanze emancipative, se l’emancipazione sia resa possibile dalla tecnica oppure no.

Un libro che affronta una questione epocale: l’Occidente rappresenta il destino teleologico dell’intera umanità o è solo una storia accanto a molte altre storie?

autor*

insegna Filosofia teoretica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si è occupato a lungo della tradizione fenomenologica, in particolare di Husserl, Heidegger e Derrida. Tra i suoi ultimi lavori L’Assoluto e la storia. L’Europa a venire a partire da Husserl(Brescia 2023), La società dell’ansia(Roma 2024) e Margini del trascendentale. Questioni metafisiche nella fenomenologia di Husserl (2024).

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Epoche e storia

    Attraversando Marx e Heidegger
pagine: 
    192
anno: 
    2026
isbn: 
    9788865486955
libro €20,00

Epoche e storia

    Attraversando Marx e Heidegger
libro €20,00

A partire da Marx e Heidegger, Vincenzo Costa affronta una serie di questioni. In primo luogo, che cosa caratterizza un’epoca: secondo Marx è un modo di produrre, per Heidegger una tonalità emotiva e una certa comprensione delle cose. Di qui due differenti modi di proporre una teoria del cambiamento storico e sociale, del rapporto tra struttura e sovrastruttura, tra universalità dei valori e loro collocazione storica. In questo quadro un posto particolare occupa la questione relativa a come inizia la storia, che cosa cioè permise il passaggio dalle società animali a quelle umane. Infine, l’autore si chiede se esiste una logica dello sviluppo storico, se la storia sia uno sviluppo logico di stadi sempre più alti e progrediti, o se non abbia a che fare con la contingenza e con l’evento. Ciò conduce a chiedersi se tutti i popoli debbano desiderare la stessa emancipazione o se non esistano differenti istanze emancipative, se l’emancipazione sia resa possibile dalla tecnica oppure no.

Un libro che affronta una questione epocale: l’Occidente rappresenta il destino teleologico dell’intera umanità o è solo una storia accanto a molte altre storie?

insegna Filosofia teoretica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Si è occupato a lungo della tradizione fenomenologica, in particolare di Husserl, Heidegger e Derrida. Tra i suoi ultimi lavori L’Assoluto e la storia. L’Europa a venire a partire da Husserl(Brescia 2023), La società dell’ansia(Roma 2024) e Margini del trascendentale. Questioni metafisiche nella fenomenologia di Husserl (2024).

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    2026
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    9788865486955

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