Il libro ricostruisce la storia della nuova sinistra italiana tra il 1968 e il 1980, con particolare attenzione ai numerosi tentativi di dare rappresentanza politica alla conflittualità sociale della «stagione dei movimenti». Tra iniziative unitarie e delusioni elettorali, viene analizzato il processo che portò prima alla formazione delle liste di Democrazia proletaria nel giugno 1976 e poi, dopo nuove scissioni e fusioni, alla costituzione dell’omonimo partito nell’aprile 1978, durante i giorni del sequestro di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse.
Circostanza emblematica che palesò le difficoltà della nuova organizzazione, stretta tra le azioni dei gruppi armati e la repressione generalizzata dello Stato. Eppure, in quel contesto, Democrazia proletaria rappresentò un’alternativa politica per avanguardie e delegati di fabbrica, settori sindacali e intellettuali, collettivi giovanili e comitati di lotta, associazioni democratiche, riviste e radio di movimento.

autor*

è dottore di ricerca in Storia e in Scienze umane, è ricercatore del Centro studi movimenti di Parma. Tra gli animatori della rivista «Zapruder», si occupa di storia politica, con particolare attenzione al movimento antifascista italiano e alla sinistra rivoluzionaria degli anni Settanta. Tra i suoi numerosi saggi e articoli, con le nostre edizioni ha pubblicato I muri del lungo ’68. Manifesti e comunicazione politica in Italia (2014).

rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    Una recensione di Matteo Battilani pubblicata sul blog «voladora».

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

Democrazia proletaria

    La nuova sinistra tra piazze e palazzi (1968-1980)
pagine: 
    288
anno: 
    2024
isbn: 
    978-88-6548-503-3
libro 20,00

Democrazia proletaria

    La nuova sinistra tra piazze e palazzi (1968-1980)
libro 20,00

Il libro ricostruisce la storia della nuova sinistra italiana tra il 1968 e il 1980, con particolare attenzione ai numerosi tentativi di dare rappresentanza politica alla conflittualità sociale della «stagione dei movimenti». Tra iniziative unitarie e delusioni elettorali, viene analizzato il processo che portò prima alla formazione delle liste di Democrazia proletaria nel giugno 1976 e poi, dopo nuove scissioni e fusioni, alla costituzione dell’omonimo partito nell’aprile 1978, durante i giorni del sequestro di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse.
Circostanza emblematica che palesò le difficoltà della nuova organizzazione, stretta tra le azioni dei gruppi armati e la repressione generalizzata dello Stato. Eppure, in quel contesto, Democrazia proletaria rappresentò un’alternativa politica per avanguardie e delegati di fabbrica, settori sindacali e intellettuali, collettivi giovanili e comitati di lotta, associazioni democratiche, riviste e radio di movimento.

è dottore di ricerca in Storia e in Scienze umane, è ricercatore del Centro studi movimenti di Parma. Tra gli animatori della rivista «Zapruder», si occupa di storia politica, con particolare attenzione al movimento antifascista italiano e alla sinistra rivoluzionaria degli anni Settanta. Tra i suoi numerosi saggi e articoli, con le nostre edizioni ha pubblicato I muri del lungo ’68. Manifesti e comunicazione politica in Italia (2014).

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  1. Ufficio Stampa

    Una recensione di Matteo Battilani pubblicata sul blog «voladora».

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pagine: 
    288
anno: 
    2024
isbn: 
    978-88-6548-503-3

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