Per smascherare la trappola del debito. Per riappropriarsi della democrazia.

Una montagna alta 44 mila miliardi di dollari. A tanto ammonta il debito pubblico mondiale nel 2017. In questa classifica speciale, troviamo in vetta Stati Uniti (14.500 Mld) e Giappone (9.500 Mld), che da soli raggiungono oltre il 50%, mentre, con i suoi 2.000 Mld, è il nostro Paese a salire sul podio con il terzo posto.

Tecnicamente, il pianeta Terra può essere dichiarato in bancarotta.

Dietro questo insieme di cifre “neutrali” molto deve essere ancora compreso, per capire le ragioni per cui l’enfasi sul debito sembra essere diventata la cifra della società contemporanea.

Questo saggio si prefigge di dare un contributo in questa direzione.

Con l’avvento del modello neoliberale, la finanziarizzazione del capitalismo ha progressivamente investito l’economia, la società, l’eco-sistema e l’intera vita delle persone, con la stretta necessità di mettere a valore l’intera esistenza, senza vincoli né salvaguardie di sorta: obiettivo per raggiungere il quale la trappola del debito è particolarmente funzionale sia in termini strettamente economici, sia come nuova narrazione della storia e disciplinamento della società.

Come ogni ideologia totalitaria, la trappola del debito porta con sé la forza egemonica di una visione compiuta del mondo, ma anche la tragica realtà di un impoverimento di massa scientificamente praticato. Demistificarne la narrazione, mettendo in campo il ripudio del debito, e praticare con le lotte sociali la definanziarizzazione della società, attraverso la riappropriazione sociale di tutta la ricchezza collettivamente prodotta, sono le strade che dobbiamo iniziare a percorrere.

Si tratta, di fronte a chi continua ad affermare: «è tutto oro quello che luccica», di iniziare a rispondere tutte e tutti assieme: «non è tutto loro quello che luccica».

autor*

fondatore di Attac Italia, è stato fra i promotori del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e della Campagna «Stop TTIP Italia», è inoltre socio fondatore di Cadtm Italia. Tra le sue pubblicazioni: Nucleare: se lo conosci lo eviti (2009); CatasTroika – le privatizzazioni che hanno ucciso la società (2013). 

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Dacci oggi il nostro debito quotidiano

    Strategie dell’impoverimento di massa
pagine: 
    180
anno: 
    2017
isbn: 
    9788865481875
libro 12,00

Dacci oggi il nostro debito quotidiano

    Strategie dell’impoverimento di massa
Per smascherare la trappola del debito. Per riappropriarsi della democrazia.
libro 12,00

Una montagna alta 44 mila miliardi di dollari. A tanto ammonta il debito pubblico mondiale nel 2017. In questa classifica speciale, troviamo in vetta Stati Uniti (14.500 Mld) e Giappone (9.500 Mld), che da soli raggiungono oltre il 50%, mentre, con i suoi 2.000 Mld, è il nostro Paese a salire sul podio con il terzo posto.

Tecnicamente, il pianeta Terra può essere dichiarato in bancarotta.

Dietro questo insieme di cifre “neutrali” molto deve essere ancora compreso, per capire le ragioni per cui l’enfasi sul debito sembra essere diventata la cifra della società contemporanea.

Questo saggio si prefigge di dare un contributo in questa direzione.

Con l’avvento del modello neoliberale, la finanziarizzazione del capitalismo ha progressivamente investito l’economia, la società, l’eco-sistema e l’intera vita delle persone, con la stretta necessità di mettere a valore l’intera esistenza, senza vincoli né salvaguardie di sorta: obiettivo per raggiungere il quale la trappola del debito è particolarmente funzionale sia in termini strettamente economici, sia come nuova narrazione della storia e disciplinamento della società.

Come ogni ideologia totalitaria, la trappola del debito porta con sé la forza egemonica di una visione compiuta del mondo, ma anche la tragica realtà di un impoverimento di massa scientificamente praticato. Demistificarne la narrazione, mettendo in campo il ripudio del debito, e praticare con le lotte sociali la definanziarizzazione della società, attraverso la riappropriazione sociale di tutta la ricchezza collettivamente prodotta, sono le strade che dobbiamo iniziare a percorrere.

Si tratta, di fronte a chi continua ad affermare: «è tutto oro quello che luccica», di iniziare a rispondere tutte e tutti assieme: «non è tutto loro quello che luccica».

fondatore di Attac Italia, è stato fra i promotori del Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua e della Campagna «Stop TTIP Italia», è inoltre socio fondatore di Cadtm Italia. Tra le sue pubblicazioni: Nucleare: se lo conosci lo eviti (2009); CatasTroika – le privatizzazioni che hanno ucciso la società (2013). 

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pagine: 
    180
anno: 
    2017
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    9788865481875

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