L’opera di una delle principali teoriche del femminismo internazionale

Silvia Federici ha trasformato il modo di leggere la nascita e lo sviluppo del capitalismo: lungi dall’essere un fenomeno marginale o un residuo dell’oscuro Medioevo, la caccia alle streghe e dunque la questione di genere sono centrali nella costituzione della modernità occidentale. In questo volume – frutto di un ciclo di lezioni – l’autrice torna su questa ipotesi di interpretazione decisiva, illustrando il fondamentale nesso tra l’accumulazione originaria, il controllo sulla riproduzione e il disciplinamento dei corpi delle donne. Le «streghe», tuttavia, non sono le semplici vittime di questa ricostruzione storica, ma gure forti, portatrici di saperi collettivi e pratiche di resistenza. La radicale violenza contro di loro aveva come obiettivo di spezzare questa forza potenzialmente pericolosa per i nascenti rapporti di produzione capitalistici.

autor*

già docente presso l'Università di Torino, ha curato progetti nella Striscia di Gaza. È coautrice, con Alfredo Tradardi, d ha insegnato all’Università di Port Harcourt in Nigeria ed è stata Professore di Filosofia politica e Studi Internazionali al New College dell’Hofstra University a New York. Tra le sue pubblicazioni in lingua italiana: Il punto zero della rivoluzione (2014) e Calibano e la strega (2015).

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Caccia alle streghe e Capitale

    Donne, accumulazione, riproduzione
pagine: 
    80
anno: 
    2022
isbn: 
    978-88-6548-422-7
libro 10,00

Caccia alle streghe e Capitale

    Donne, accumulazione, riproduzione
L’opera di una delle principali teoriche del femminismo internazionale
libro 10,00

Silvia Federici ha trasformato il modo di leggere la nascita e lo sviluppo del capitalismo: lungi dall’essere un fenomeno marginale o un residuo dell’oscuro Medioevo, la caccia alle streghe e dunque la questione di genere sono centrali nella costituzione della modernità occidentale. In questo volume – frutto di un ciclo di lezioni – l’autrice torna su questa ipotesi di interpretazione decisiva, illustrando il fondamentale nesso tra l’accumulazione originaria, il controllo sulla riproduzione e il disciplinamento dei corpi delle donne. Le «streghe», tuttavia, non sono le semplici vittime di questa ricostruzione storica, ma gure forti, portatrici di saperi collettivi e pratiche di resistenza. La radicale violenza contro di loro aveva come obiettivo di spezzare questa forza potenzialmente pericolosa per i nascenti rapporti di produzione capitalistici.

già docente presso l'Università di Torino, ha curato progetti nella Striscia di Gaza. È coautrice, con Alfredo Tradardi, d ha insegnato all’Università di Port Harcourt in Nigeria ed è stata Professore di Filosofia politica e Studi Internazionali al New College dell’Hofstra University a New York. Tra le sue pubblicazioni in lingua italiana: Il punto zero della rivoluzione (2014) e Calibano e la strega (2015).

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    80
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    2022
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    978-88-6548-422-7

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