Il racconto in prima persona di una generazione di afroamericani che ebbe il coraggio di urlare: «perché dovremmo correre alle Olimpiadi solo per strisciare a casa?»

I pugni chiusi guantati di nero levati al cielo di Città del Messico sul podio olimpico del 1968 costituiscono una delle icone mondiali del Novecento. I suoi protagonisti, John Carlos e Tommie Smith, sono stati grandi campioni della velocità e militanti del movimento nero.
Nell’epoca di Black Lives Matter e nell’anno delle Olimpiadi, ecco per la prima volta in italiano la straordinaria storia di John Carlos: l’infanzia ad Harlem, gli incontri con Malcolm X e Martin Luther King, l’affermazione sulle piste di atletica, il progetto di boicottaggio olimpico, il racconto dei leggendari 200 metri e dell’immortale gesto sul podio, la tremenda vendetta del governo
americano, la dignità di chi non ha mai abbassato la testa.
Alle prefazioni di Cornel West e Dave Zirin, si aggiunge nell’edizione italiana quella di Nicola Roggero, giornalista di Sky Sport.

autor*

è un ex velocista, autore di diversi record americani e mondiali. Cresciuto ad Harlem, impegnato nelle lotte contro il razzismo e per la giustizia sociale, medaglia di bronzo nei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968. È stato tra gli atleti protagonisti del «Progetto olimpico per i diritti umani» e con quel pugno chiuso sul podio ha scritto la storia dello sport e dell’immaginario dei movimenti globali.

rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    Su «Machina» una recensione di Gigi Roggero pubblicata originariamente su «il manifesto» nel 2012 all’epoca dell’uscita della versione inglese del libro.

  2. Ufficio Stampa

    «Quei pugni chiusi entrati nella storia». Recensione di Andrea Schiavon pubblicata su «Tuttosport»

  3. Ufficio Stampa

    «Hai quarantotto ore…». Un estratto del libro pubblicato su Machina

  4. Ufficio Stampa

    Nicola Roggero (SkySport) presenta in una clip il libro

  5. Ufficio Stampa

    «La Harlem che ha cresciuto John Carlos». Un estratto del libro pubblicato su «l’Ultimo Uomo»

  6. Ufficio Stampa

    «Il pugno chiuso che cambiò le Olimpiadi». Una recensione di Matteo Massi pubblicata su «il Resto del Carlino» e online su «Quotidiano Nazionale»

  7. Ufficio Stampa

    Ombre e leggende. Una recensione su «il Foglio» di Mauro Berruto, ex ct della nazionale italiana maschile di pallavolo.

  8. Ufficio Stampa

    Da Harlem e Malcolm X al pugno di Città del Messico. John Carlos si racconta. Recensione di Andrea Buongiovanni su Sportweek (settimanale della Gazzetta dello Sport).

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

Autobiografia di una leggenda

    I pugni olimpici che hanno cambiato il mondo
pagine: 
    192
anno: 
    2024
isbn: 
    978-88-6548-495-1
libro 18,00

Autobiografia di una leggenda

    I pugni olimpici che hanno cambiato il mondo
Il racconto in prima persona di una generazione di afroamericani che ebbe il coraggio di urlare: «perché dovremmo correre alle Olimpiadi solo per strisciare a casa?»
libro 18,00

I pugni chiusi guantati di nero levati al cielo di Città del Messico sul podio olimpico del 1968 costituiscono una delle icone mondiali del Novecento. I suoi protagonisti, John Carlos e Tommie Smith, sono stati grandi campioni della velocità e militanti del movimento nero.
Nell’epoca di Black Lives Matter e nell’anno delle Olimpiadi, ecco per la prima volta in italiano la straordinaria storia di John Carlos: l’infanzia ad Harlem, gli incontri con Malcolm X e Martin Luther King, l’affermazione sulle piste di atletica, il progetto di boicottaggio olimpico, il racconto dei leggendari 200 metri e dell’immortale gesto sul podio, la tremenda vendetta del governo
americano, la dignità di chi non ha mai abbassato la testa.
Alle prefazioni di Cornel West e Dave Zirin, si aggiunge nell’edizione italiana quella di Nicola Roggero, giornalista di Sky Sport.

è un ex velocista, autore di diversi record americani e mondiali. Cresciuto ad Harlem, impegnato nelle lotte contro il razzismo e per la giustizia sociale, medaglia di bronzo nei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico nel 1968. È stato tra gli atleti protagonisti del «Progetto olimpico per i diritti umani» e con quel pugno chiuso sul podio ha scritto la storia dello sport e dell’immaginario dei movimenti globali.

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    Su «Machina» una recensione di Gigi Roggero pubblicata originariamente su «il manifesto» nel 2012 all’epoca dell’uscita della versione inglese del libro.

  2. Ufficio Stampa

    «Quei pugni chiusi entrati nella storia». Recensione di Andrea Schiavon pubblicata su «Tuttosport»

  3. Ufficio Stampa

    «Hai quarantotto ore…». Un estratto del libro pubblicato su Machina

  4. Ufficio Stampa

    Nicola Roggero (SkySport) presenta in una clip il libro

  5. Ufficio Stampa

    «La Harlem che ha cresciuto John Carlos». Un estratto del libro pubblicato su «l’Ultimo Uomo»

  6. Ufficio Stampa

    «Il pugno chiuso che cambiò le Olimpiadi». Una recensione di Matteo Massi pubblicata su «il Resto del Carlino» e online su «Quotidiano Nazionale»

  7. Ufficio Stampa

    Ombre e leggende. Una recensione su «il Foglio» di Mauro Berruto, ex ct della nazionale italiana maschile di pallavolo.

  8. Ufficio Stampa

    Da Harlem e Malcolm X al pugno di Città del Messico. John Carlos si racconta. Recensione di Andrea Buongiovanni su Sportweek (settimanale della Gazzetta dello Sport).

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pagine: 
    192
anno: 
    2024
isbn: 
    978-88-6548-495-1

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