Prefazione di Filippo La Porta

Cos’erano gli anni Settanta a Roma? Davvero erano solo pieni di piombo? Si trattò di una stagione ricca di sogni, velleità, progetti, aspirazioni frustrate e soprattutto di esperienze eccitanti, anche se tutto questo non si trova nei manuali di storia. Il romanzo li racconta dal basso e dall’interno, perché è scritto dal punto di vista di un «escluso»: «gridavamo gli stessi slogan ma non eravamo uguali». Tra le sue pagine si coglie la confusione sociale egualitaria di quegli anni («eravamo in tanti a sentirci simili, borghesi e proletari sparsi alla rinfusa»), l’illusoria ricerca della libertà sentimentale e un forte e trasversale desiderio di cambiamento e di modernità.

 

La lingua dell’autore ha una vocazione lirico-narrativa, e in ciò potrebbe ricordare Céline. Il diario di un sognatore sperduto nella folla: di natura timida e scontrosa, in guerra col mondo, dalla provincia è precipitato nel caotico e promiscuo ’77 romano.

autor*

laureato in Psicologia, ha lavorato nella scuola pubblica come insegnante e dirigente scolastico. Ha pubblicato due raccolte di racconti: I boschi della memoria (2006) e Il re e la coccinella (2020), e un romanzo, Il ragazzo che amava l’arte (2019).

rassegna stampa

Recensioni

  1. Ufficio Stampa

    sololibri.net

    Recensione di Mario Buonanno – 4/07/2026

    Qui

  2. Ufficio Stampa

    ilfattoquotidiano.it

    «Oltre i cliché del Settantasette e dell’estremismo: i due volumi di Franculli e Fantini». Recensione di Lorenzo Mazzoni – 17/08/2026

    Qui

Solamente clienti che hanno effettuato l'accesso ed hanno acquistato questo prodotto possono lasciare una recensione.

Appuntamento al San Calisto

    Viaggio nei sogni del '77 romano
pagine: 
    186
anno: 
    2026
isbn: 
    9788865486825
libro 16,00

Appuntamento al San Calisto

    Viaggio nei sogni del '77 romano
Prefazione di Filippo La Porta
libro 16,00

Cos’erano gli anni Settanta a Roma? Davvero erano solo pieni di piombo? Si trattò di una stagione ricca di sogni, velleità, progetti, aspirazioni frustrate e soprattutto di esperienze eccitanti, anche se tutto questo non si trova nei manuali di storia. Il romanzo li racconta dal basso e dall’interno, perché è scritto dal punto di vista di un «escluso»: «gridavamo gli stessi slogan ma non eravamo uguali». Tra le sue pagine si coglie la confusione sociale egualitaria di quegli anni («eravamo in tanti a sentirci simili, borghesi e proletari sparsi alla rinfusa»), l’illusoria ricerca della libertà sentimentale e un forte e trasversale desiderio di cambiamento e di modernità.   La lingua dell’autore ha una vocazione lirico-narrativa, e in ciò potrebbe ricordare Céline. Il diario di un sognatore sperduto nella folla: di natura timida e scontrosa, in guerra col mondo, dalla provincia è precipitato nel caotico e promiscuo ’77 romano.

laureato in Psicologia, ha lavorato nella scuola pubblica come insegnante e dirigente scolastico. Ha pubblicato due raccolte di racconti: I boschi della memoria (2006) e Il re e la coccinella (2020), e un romanzo, Il ragazzo che amava l’arte (2019).

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    «Oltre i cliché del Settantasette e dell’estremismo: i due volumi di Franculli e Fantini». Recensione di Lorenzo Mazzoni – 17/08/2026

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    186
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