La nuova edizione aggiornata di un grande classico della storia orale e della sociologia dal basso

Sul finire degli anni Sessanta si materializzano, nell’area del triangolo industriale italiano, sullo sfondo del lavoro di fabbrica, gang giovanili che, in breve tempo, evolveranno in temibili «batterie» di rapinatori. Si pensi alla mitica banda Vallanzasca. I comportamenti di questi banditi metropolitani rispecchiavano quell’impazienza e quell’assenza di mediazione che caratterizzeranno le generazioni degli anni Settanta. Tra le molte anomalie rispetto alla criminalità tradizionale, vi è il ruolo di autonomia delle donne. Quando non muoiono in uno dei tanti conflitti a fuoco, i banditi delle «batterie» incontrano in carcere i militanti rivoluzionari, riconoscendosi in un humus esistenziale comune.

Nel gergo pokeristico «andare ai resti» significa giocarsi tutto: in questo modo i rapinatori ostentavano l’imbocco di una via senza ritorno, una visione del mondo da Mucchio selvaggio o Giù la testa.

autor*

(Genova 1956) è stato ricercatore al Dipartimento di Scienze Antropologiche dell'Università di Genova. Si occupa di tematiche relative alla criminalità, all'immigrazione e ai movimenti rivoluzionari. Con DeriveApprodi ha pubblicato: Gabbie metropolitane. Modelli disciplinari e strategie di resistenza (2005), L'altro bolscevismo. Lenin, l'uomo di Kamo (2024),  Andare ai resti. Banditi, rapinatori, guerriglieri nell'Italia degli anni Settanta(2024, I edizione 2004)

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Andare ai resti

    Banditi, rapinatori, guerriglieri nell'Italia degli anni Settanta
pagine: 
    352
anno: 
    2024
isbn: 
    9788865485286
libro 22,00

Andare ai resti

    Banditi, rapinatori, guerriglieri nell'Italia degli anni Settanta
La nuova edizione aggiornata di un grande classico della storia orale e della sociologia dal basso
libro 22,00

Sul finire degli anni Sessanta si materializzano, nell’area del triangolo industriale italiano, sullo sfondo del lavoro di fabbrica, gang giovanili che, in breve tempo, evolveranno in temibili «batterie» di rapinatori. Si pensi alla mitica banda Vallanzasca. I comportamenti di questi banditi metropolitani rispecchiavano quell’impazienza e quell’assenza di mediazione che caratterizzeranno le generazioni degli anni Settanta. Tra le molte anomalie rispetto alla criminalità tradizionale, vi è il ruolo di autonomia delle donne. Quando non muoiono in uno dei tanti conflitti a fuoco, i banditi delle «batterie» incontrano in carcere i militanti rivoluzionari, riconoscendosi in un humus esistenziale comune.

Nel gergo pokeristico «andare ai resti» significa giocarsi tutto: in questo modo i rapinatori ostentavano l’imbocco di una via senza ritorno, una visione del mondo da Mucchio selvaggio o Giù la testa.

(Genova 1956) è stato ricercatore al Dipartimento di Scienze Antropologiche dell'Università di Genova. Si occupa di tematiche relative alla criminalità, all'immigrazione e ai movimenti rivoluzionari. Con DeriveApprodi ha pubblicato: Gabbie metropolitane. Modelli disciplinari e strategie di resistenza (2005), L'altro bolscevismo. Lenin, l'uomo di Kamo (2024),  Andare ai resti. Banditi, rapinatori, guerriglieri nell'Italia degli anni Settanta(2024, I edizione 2004)

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pagine: 
    352
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    2024
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    9788865485286

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