Chi guarda non sa vedere: questo è il presupposto che attraversa la storia della filosofia e dell’emancipazione, dalla caverna platonica alla debordiana società dello spettacolo. Per guarire lo spettatore da tale infermità, filosofi e rivoluzionari – e da alcuni decenni anche gli artisti – si troveranno accomunati nell’intento di strapparlo dalle illusioni percettive e conoscitive che ne farebbero un subalterno. Il libro di Jacques Rancière – tradotto in decine di lingue e t...
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