19 Mag, 2024 - 10:30

Festival 7 DeriveApprodi. Anni Novanta: quando il futuro è finito

10.30 – Apertura libreria DeriveApprodi

11.00 – Tra guerra e impero. Tavola rotonda con Roberto Ciccarelli, Rossana De Simone, Elia Zaru.

«La società non esiste», afferma Margaret Thatcher negli anni Ottanta; «we are all middle class now», le fa eco Tony Blair alla fine dei Novanta, un decennio aperto dall’ideologia della «fine della storia» e precipitato nell’incubo dello «scontro di civiltà». Se il crollo del Muro di Berlino era stato salutato con la promessa di pace eterna del capitalismo globale, gli anni Novanta si aprono con la prima Guerra del Golfo e continuano con la guerra civile nella ex Jugoslavia. È in questo quadro che Toni Negri e Michael Hardt formulano l’ipotesi dell’impero per leggere la globalizzazione e soprattutto per riportare al centro della scena la possibilità dell’antagonismo di classe. Ripensare quella fase è necessario per orientarsi nel drammatico disordine mondiale dei giorni presenti.

13.00 – Pranzo

14.30 – Lega e indipendentismi. Con Diego Giachetti, Michel Huysseune.

L’attivismo politico delle minoranze nazionali è un fenomeno storicamente controverso, espressione di posizioni politiche molto diverse o addirittura contrapposte. In Europa il nazionalismo è per molto tempo rimasto associato all’eredità delle due guerre mondiali, perciò valutato negativamente. Michel Huysseune ci guida nel frastagliato quadro dei movimenti e delle rivendicazioni indipendentiste degli anni Novanta, periodo segnato dalla dissoluzione del blocco socialista, tra «pacifica» transizione neoliberale e guerra civile. In questo contesto, verrà approfondita la folgorante ascesa della Lega Nord, esperienza che non ha molti corrispettivi nel resto dell’Europa occidentale.

16.00 – Fino a qui tutto bene? L’esplosione della questione razziale. Con Anna Curcio e Louisa Yousfi.

l mito degli «italiani brava gente», incurante dei crimini del colonialismo italico, ha iniziato a frantumarsi da quando il «Belpaese» è stato investito dalle migrazioni internazionali. Gli anni Novanta sono, da questo punto di vista, uno snodo cruciale: paradigmatica è la figura dell’«albanese», passato nel giro di pochi mesi dall’essere vittima idealtipica del comunismo all’essere sinonimo del criminale. Nello stesso periodo, da Los Angeles alle banlieue francesi, le rivolte che infiammano le metropoli neoliberali hanno al proprio centro la questione della razza, concetto fondamentale per comprendere le metamorfosi del razzismo e le possibilità di una politica anti-razzista.

17.30 – Tra centri sociali e impresa sociale. Con Aldo Bonomi, Luca Casarini, Luca Perrone.

Il ciclo dei centri sociali è un fenomeno politico-sociale specifico degli anni Novanta, che ha coinvolto corpose minoranze giovanili negli spazi urbani e periferici e prodotto nuovi immaginari e linguaggi. Benché i centri sociali continuino a esistere quel ciclo – nella sua propulsività politica e sociale – si è esaurito da tempo: riattraversandolo genealogicamente, l’obiettivo è far emergere questioni, domande e nodi irrisolti utili alla riflessione sul presente. In particolare, nel dibattito si vogliono affrontare due problemi: gli spazi di aggregazione potenzialmente politica e il nodo dell’impresa politica, ovvero delle nuove forme di organizzazione oggi.

19.00 – Aperitivo musicale di chiusura con l’enoteca di Punto Input e Ruggine

📍Casa di quartiere Scipione dal Ferro, via Sante Vincenzi 50, Bologna

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