18 Mag, 2024 - 10:30

Festival 7 DeriveApprodi. Anni Novanta: quando il futuro è finito

10.30 – Apertura libreria DeriveApprodi

11 .00 – La transizione post-socialista. Con Rita di Leo, Romeo Orlandi, Krystian Szakdowski.

Il crollo del muro di Berlino, salutato come il trionfo della libertà, ha aperto un’epoca di proliferazione di muri, simbolici e concreti, di terra e di mare. Così come la fine dell’ideologia ha occultato la pretesa eternità dell’unica ideologia dominante, quella del libero mercato capitalistico. I paesi dell’Est Europa, nell’eutanasia dei regimi socialisti, sono un angolo prospettico decisivo per comprendere quello che è successo e il mondo che viviamo.

12.30 – Il modello spagnolo: dalla transizione al post-15M. Con Emmanuel Rodíguez López.

La storia dell’ultimo mezzo secolo in Spagna è un caso paradigmatico del capitalismo neoliberale. Tra il 1974 e il 1978 il paese è passato dalla dittatura di Franco a una democrazia liberale; nel 1986 è entrato a far parte della Cee e la sua economia ha sperimentato un rapido processo di crescita economica; nel 2008 è stato colpito dalla crisi finanziaria come probabilmente nessun altro paese europeo, a eccezione della Grecia; nel 2011, il movimento 15M sembrava avere aperto un esperimento di rivoluzione democratica. Oggi, però, la Spagna appare completamente pacificata, tornata a una normalità del tutto simile a quella degli anni Novanta. Come spiegare, allora, il modello spagnolo?

13.30 – Pranzo

15.30 – Tra lavoro autonomo e precarietà. Tavola rotonda con Anna Curcio, Federico Chicchi, Andrea Fumagalli, Christian Marazzi, Cristina Morini.

Gli anni Novanta sono uno snodo cruciale per le politiche del lavoro e per la narrazione dei soggetti che ne vengono investiti. Ambivalenza può essere una parola che ci accompagna nell’analisi: le figure emergenti si muovono tra la scelta del lavoro autonomo di seconda generazione e le necessità imposte dll’impoverimento, tra il desiderio di flessibilità e la ferocia della precarietà, tra la ricerca di nuovi diritti e lo smantellamento del welfare. Quello snodo ci parla del presente, in una transizione postfordista mai compiuta e delle possibilità politiche ancora da esplorare.

17.30 – La theory dei Novanta: Judith Butler, il gender, le parole che provocano. Con Federico Zappino, Irene Villa.

Per la teoria e la pratica femministe gli anni Novanta sono una fase al contempo di continuità e di cesura. Di continuità e approfondimento delle preziose eredità delle lotte degli anni Settanta e Ottanta. Di cesura, per la forte affermazione delle questioni del gender e del queer. Una delle indiscusse protagoniste di questo percorso è Judith Butler, con la sua peculiare ripresa della dialettica hegeliana per mettere a critica l’eteronormatività, integrando così le prospettive classiche sul patriarcato. Tra teoria e pratica, tra ordine del discorso e nuovi movimenti su scala globale, si disegna così una costellazione femminista in grado di provocare i decenni a venire.

19.00 – Aperitivo con l’enoteca di Punto Input e Ruggine

19.30 – Boyz n the Hood. Talk musicale con Amir Issaa.

I Novanta sono gli anni in cui il rap si è definitivamente imposto, in cui l’hip hop è diventato vera e propria cultura. L’espansione su larga scala del genere, in Italia, è strettamente intrecciata coi fenomeni migratori. Prima dell’emigrazione dal Sud al Nord – «e la mia posizione è di straniero nella mia nazione» cantavano i Sangue Misto – ora come strumento delle cosiddette «seconde generazioni» per fare sentire la propria voce.

Nell’incontro con Amir Issaa, che sarà composto da parole, musica e immagini, parleremo di questo e altro, a partire dall’esperienza personale del rapper.

21.00 – L’incidente del futuro. Con Carla Pagliero, Francesco Spampinato, Elvira Vannini.

Dentro il vortice dell’accelerazione tecnologica e dell’incanto della rete, dell’apparenza smaterilizzazione delle relazioni sociali e della creazione di immagini, che fine fanno la produzione artistica e l’opera d’arte? Questo è il grande nodo che gli anni Novanta ci consegnano. Di questo processo Paul Virlio evidenzia la condizione di voyeurismo come cifra di un presente in cui la conoscenza del mondo è continuamente filtrata da protesi visive. Ritorna dunque, in forme nuove, il problema posto da Benjamin sull’opera d’arte nell’era della sua riproducibilità digitale. Il futuro assume il profilo della potenzialità o le sembianze dell’incidente tecnico?

📍 Casa quartiere di Scipione dal Ferro, via Sante Vincenzi 50, Bologna

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