17 Mag, 2024 - 14:30

Festival 7 DeriveApprodi. Anni Novanta: quando il futuro è finito

14.30 – Apertura libreria DeriveApprodi

15.00 – La musica dei Novanta. Con Jadel Andreetto.

«Il punk è morto, il grunge pure. E anch’io non mi sento molto bene». Implosioni ed esplosioni, suoni inauditi, vecchie canaglie e giovani dinosauri. Gli anni Novanta, l’ultimo grande decennio del rock tra tentazioni indie e lussuria mainstream.

16.00 – Non si esce vivi dagli anni Novanta: bagliori passati di un presente distopico. Con Fabrizio Bozzetti.

Cinema e letteratura, immagini su carta e su pellicola, trasposizioni del mondo che viviamo, delle sue possibilità alternative e delle prefigurazioni distopiche: questi sono gli anni Novanta riattraversati da Fabrizio Bozzetti, affermato scrittore e sceneggiatore di film e serie tv. I bagliori di questo presente distopico verranno illuminati da parole, brani, foto e video, per comprendere che gli altri mondi possibili potrebbero essere addirittura peggiori di quelli che già abbiamo vissuto.

17.00 – Gli anni Novanta attraverso l’industria del porno – Mariella Popolla

Nonostante si tratti di un settore dell’intrattenimento socialmente percepito come indecoroso, la storia dell’industria del porno si intreccia e ci racconta la storia delle società, degli scenari culturali, dei luoghi in cui viene prodotto e fruito. Nel contesto italiano, in particolare, i Novanta sono un decennio «ponte» tra due fasi molto diverse di questa industria: la cosiddetta golden age del porno (a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta il cinema porno italiano ha una tale espansione da rappresentare una salvezza per l’agonizzante industria cinematografica del paese) e la svolta digitale che, a partire dalla prima metà degli anni Novanta, ha poi investito la produzione e circuitazione di materiale pornografico.

18.00 – Il Male degli anni Novanta. Con Angelo Pasquini.

Nel 1994 «Il Male», straordinaria rivista satirica che aveva cessato le pubblicazioni dodici anni prima, fece un numero speciale, che sarebbe stato l’ultimo della sua storia: «Porca Italia!». Agli albori del berlusconismo, rappresentava la discesa in campo del fondatore di Fininvest come un’invasione di ultracorpi, immaginando il partito nascente, Forza Italia, e il suo fondatore come delle forme aliene provenienti dallo spazio. In quell’occasione il giornale vendette più di ottantamila copie, anticipando il divenire fiction della realtà del successivo ventennio. Accompagnato da una selezione di immagini della rivista, Angelo Pasquini – tra i fondatori de «Il Male» – racconta ciò che loro avevano già visto.

19.00 – Aperitivo musicale con l’enoteca di Punto Input e Ruggine, a seguire cena

21.00 – L’industria del calcio. Con Gabriele Battaglia, Darwin Pastorin, Pippo Russo, Vincenzo Scalia.

Spesso il calcio viene tenuto al di fuori delle riflessioni riguardanti la politica, l’economia, le trasformazioni sociali, confinato alla sfera privata delle passioni e dei passatempi. È un grave errore: il calcio è un’industria nevralgica della società globale. Gli anni Novanta sono stati particolarmente rilevanti per questa industria: rappresentano la fase in cui l’ansia di modernizzazione si è impossessata di uno sport fino ad allora ritenuto piuttosto conservatore. Chi nell’ultimo trentennio si è alternato al governo del movimento calcistico internazionale non ha saputo far altro che spingere ulteriormente in avanti la tendenza: cambiare tutto, farlo a prescindere. È in quel periodo spartiacque che il calcio viene trasformato in uno sport produttore di «emozioni» e highlights, e cambiano i ruoli dei vari protagonisti del mondo del pallone: i calciatori e le «wags», il pubblico, gli allenatori.

📍Casa di quartiere Scipione dal Ferro, via Sante Vincenzi 50, Bologna

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